menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Unione regionale Cuochi Umbri

Unione regionale Cuochi Umbri

L'Unione Cuochi dell'Umbria in Regione: ecco le loro richieste per salvare il settore enogastronomico dalla crisi

L'incontro a Palazzo Donini per illustrare e mettere in discussione i punti ritenuti di primaria importanza per fronteggiare la crisi del settore, come l'apertura a pranzo e cena e l'abbassamento delle tasse

Consentire l’apertura dei locali a pranzo e a cena almeno fino alle 23 nel rispetto di tutte le normative igienico sanitarie già vigenti dall’estate 2020 (distanziamento, registro clienti, prenotazione obbligatoria) e coinvolgere le associazioni di settore per assicurare che la riapertura avvenga nel rispetto delle linee guida nazionali, garantendo controlli per la verifica delle normative. Aumentare e prorogare la Cig fino alla regolare ripartenza del servizio, ridurre le tasse Imu per gli operatori e locatori degli spazi e azzerare la Tari.

Sono solo alcuni dei punti salienti con cui l’Unione regionale cuochi dell’Umbria si confronterà a Palazzo Donini per fronteggiare la pesante crisi del settore enogastronomico, caratterizzato, da un anno a questa parte, da aperture a singhiozzo e disposizioni anti Covid stringenti.

Il presidente dell’Unione cuochi, Gianna Fanfano, insieme al presidente provinciale Giancarlo Passeri, alla tesoriera Giuseppina Mariotti e al segretario regionale Raffaele Marco Bagnati, si presenterà davanti alla Seconda commissione consiliare permanente della Regione Umbria per illustrare e mettere in discussione i punti ritenuti di primaria importanza per poter salvare dal collasso il settore della ristorazione. In diciannove punti, chiedono inoltre un sostegno o un ricalcolo dei contratti d’affitto per le attività del settore Ho.Re.Ca soggette alle disposizioni per il contenimento dell’epidemia, ma anche esenzione o la riduzione del pagamento annuale dell’abbonamento Siae per gli esercizi pubblici almeno per l’anno 2021. La riduzione dell’Iva al 4% su tutto il comparto Ho.Re.Ca (compresi l’asporto e la consegna a domicilio) e politiche di rilancio per il turismo “attraverso la promozione e il finanziamento di  attività che possano attrarre persone e valorizzare le eccellenze del  territorio. L’incontro in Regione è stato sollecitato dall’associato Michele Radicchia “che dal 23 febbraio, instancabilmente, ha sostato davanti a palazzo Donini”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento