Terremoto, danno indiretto: risarcimenti anche per le aziende agricole dell'Umbria

Si tratta di 8 milioni 740 mila euro, di cui il 50 per cento esclusivamente per le imprese localizzate nei territori dei comuni più colpiti,

“Non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione per la possibilità concreta che alle imprese della nostra regione sia riconosciuto il danno indiretto a seguito del sisma del 2016. Auspichiamo, tuttavia, che i tempi di concessione del contributo siano rapidi perché gli operatori economici del territorio hanno già aspettato abbastanza. Ci auguriamo anche che possano beneficiare del contributo tutte le imprese che ne abbiano diritto.” E’ quanto afferma Giuseppe Malvetani, Vice Presidente di Confagricoltura Umbria e responsabile del settore turistico, in relazione all’annuncio dato dal vice Presidente della giunta regionale Fabio Paparelli lo scorso 23 marzo sulla possibilità di presentare domanda di contributo per danno indiretto da parte delle imprese turistiche, commerciali, artigianali ed agrituristiche che hanno subito una riduzione dei ricavi a causa degli eventi sismici del 2016.

Si tratta di 8 milioni 740 mila euro, di cui il 50 per cento esclusivamente per le imprese localizzate nei territori dei comuni più colpiti, quali quelli di Arrone, Cascia, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Montefranco, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Polino, Preci, Sant'Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Spoleto e Vallo di Nera. L’altro 50 per cento andrà ad interessare il resto dell’Umbria, che ha subito il danno di una comunicazione superficiale quando non del tutto errata e, per questo, ha visto precipitare le presenze turistiche anche nelle zone più lontane dal cratere.

Possono accedere alla misura "ripresa produttiva" le imprese di qualsiasi dimensione, anche non iscritte al Registro delle imprese,  purché dotate di unità produttive ubicate nelle province indicate o che vi esercitino l'attività, operative antecedentemente al 24 febbraio 2016 e operanti in tutti i settori, fatta eccezione per quelli dell'agricoltura primaria, della pesca e dell'acquacoltura, se iscritte all'albo delle imprese artigiane.   

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Condizione per l'accesso alle agevolazioni è una riduzione dei ricavi o del fatturato del 30% nel periodo 19 gennaio 2017 – 19 luglio 2017 rispetto alla media dei tre anni precedenti. Il contributo concedibile è pari nel massimo al 30% della riduzione di fatturato o di ricavi subita e deve essere giustificato dai  costi di produzione sostenuti dall'impresa negli esercizi 2017 e 2018. In ogni caso, non può essere superiore a 50.000 euro per singola impresa, limite elevato a 75.000 euro per le imprese in possesso del "rating di legalità".

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