Economia

Sagre, appello alla Regione: "Non ci sono solo i ristoratori, andiamo ascoltati anche noi"

Lettera dell'Asd Circolo Sant'Egidio, organizzatrice della sagra della torta al testo cotta solo la cenere: "L'80% degli introiti all'economia del territorio, quello che resta investito per la comunità"

Il mondo delle sagre risponde a quello dei ristoratori, che chiedono limitazioni e tutela alle istituzioni in questo momento di ripartenza e riaperture dopo la fase più acuta dell'emergenza coronavirus e il lungo 'lockdown'. A farsene in qualche modo portavoce è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Circolo Sant'Egidio, organizzatrice per oltre 40 anni della celebre sagra della torta al testo cotta sotto la cenere "che si è fregiata - rivendicano con orgoglio dall'associazione - anche del riconoscimento di Sagra eccellente umbra".

Coronavirus, i ristoratori umbri in pressing sulla Regione: "Limitare le sagre"

In una lettera inviata alla 'governatrice' Donatella Tesei, all'assessore regionale Michele Fioroni e al sindaco perugino Andrea Romizi, si 'denuncia' come la Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) cerchi di "far apparire gli organizzatori delle sagre come dediti ad incassare proventi onde destinarli a non ben precisati fini" mentre "le sagre sono -, spiegano ancora da Sant'Egidio - oltre che momento sociale, culturale e aggregativo, anche un motore dell'economia del territorio. Basti pensare che circa l'ottanta per cento dei proventi va a fornitori, noleggio di strutture, gruppi culturali e musicali, oneri per sicurezza, servizio antincendio, diritti d'autore alla Siae, oneri per permessi e Iva. Le somme risultanti vengono poi destinate sul territorio ad attività sportive, culturali e investimenti sul patrimonio comunale". 

Quetsi i motivi per cui "oltre che con la Fipe - secondo l'Asd Circolo Sant'Egidio del presidente Elio Censi - la Regione ha il dovere di convocare anche una delegazione degli organizzatori delle sagre".

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