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L'ANALISI Il rischio di un autunno da caro-bolletta: Città “al buio” e case più fredde, così potrebbero essere (anche) le città umbre

Europa e Governo Italiano si stanno interrogando su costi e nuovi canali per avere più gas ed energia. I prezzi sono drammatici e i tempi di intervento lunghi, la riduzione dei consumi è la via più semplice... ecco cosa vuol dire nel pratico di tutti i giorni

La galoppata dei prezzi dell’energia è l’urgenza di queste settimane. L’arrivo dell’autunno rischia di mandare in bancarotta imprese e famiglie che stanno vedendo anche decuplicare la voce di questi costi nel bilancio mensile. Accanto alla politica, energetica e di relazioni, e alla ricerca di risorse da mettere a disposizione di chi non ce la fa, i governi – in Italia e nel resto d’Europa – stanno anche cercando delle soluzioni “tecniche” per ridurre la quota dei consumi e quindi generare un risparmio.

Un mese fa, il ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha presentato le linee guida di un piano che prevede la riduzione di un grado della temperatura nelle abitazioni private e negli uffici pubblici oltre taglio di un’ora nella durata di esercizio degli impianti. Ovvero massimo 19 gradi in inverno e non meno di 27 in estate.

Ed è stato lo stesso ministro a ricordare che ci attende un inverno di “prudenza e sobrietà”, seppure l’Italia avrebbe accumulato al momento uno stoccaggio prossimo all’80 per cento che consentirebbe di affrontare la situazione con “maggiore serenità”. Il Paese ha bisogno di rimpiazzare 30 miliardi di metri cubi di gas provenienti dalla Russia: 25 miliardi, arriveranno dagli accordi stipulati in questi mesi con altri Paesi, in particolare in Africa. Il resto da risparmi e maggiore ricorso alle fonti di energia rinnovabili.

Il nodo dei risparmi diventa dunque cruciale. La Germania – ad esempio - ha appena varato un pacchetto di misure per ridurre i consumi elettrici: dal primo settembre temperatura massima di 19 gradi per il riscaldamento negli edifici pubblici, mentre corridoi e aree di transito saranno senza riscaldamento. Il calore verrà limitato a 12 gradi dove i dipendenti svolgono un lavoro fisico intenso. L’illuminazione notturna degli edifici sarà vietata, con le insegne luminose che verranno spente tra le 22 e le 6.

In Francia, il governo dovrebbe presto introdurre una serie di nuove regole che prevedono: divieto della pubblicità luminosa tra l’1 di notte e le 6 del mattino, porte chiuse nelle attività commerciali riscaldate o climatizzate. In Spagna già da inizio agosto sono in vigore alcune misure: le luci delle vetrine vengono spente alle 22, le porte dei negozi vanno tenute chiuse per non disperdere l’aria condizionata che non deve scendere sotto i 27 gradi.

Potrebbe insomma essere una Perugia “al buio”, con negozi ed edifici pubblici “spenti” e case e uffici un po’ più freddi, quella che potrebbe dover affrontare l’autunno “caldo” del caro bollette.

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