Sabato, 24 Luglio 2021
Economia

Rilancio dell'economia dell'Umbria: "Programmazione pluriennale basata su innovazioni importanti per tutti"

Sottoscritto un protocollo di coordinamento tra 10 principali organizzazioni di categoria dell’Umbria per agganciare la ripresa dell’economia

Le associazioni di categoria fanno squadra per il rilancio economico dell'Umbria. E firmano un protocollo che dà vita an tavolo di coordinamento per "ragionare insieme sulle principali leve per lo sviluppo, portare a sintesi le proposte da avanzare alla Regione in vista della programmazione dei nuovi fondi strutturali 2021/2027 e dell’attuazione del Pnrr, e ridisegnare un modello di sviluppo per l’Umbria teso a favorire la crescita, a migliorare la quantità e qualità dell’occupazione e accrescere le tutele sociali e sanitarie. Senza dimenticare le indispensabili riforme della pubblica amministrazione, la riorganizzazione del servizio di trasporto pubblico e dello smaltimento dei rifiuti e la questione infrastrutturale". Il concetto chiave è: innovazione.

A sottoscrivere il protocollo le 10 maggiori associazioni di categoria dell’Umbria della piccola industria, dell’artigianato, del commercio, della cooperazione e dell’agricoltura.

A illustrare il progetto è stato Renato Cesca, presidente della Cna, a nome e per conto dei presidenti delle altre associazioni firmatarie: Mauro Franceschini per Confartigianato, Carlo Salvati di Confapi, Giorgio Mencaroni della Confcommercio, Giuliano Granocchia per Confesercenti, Carlo Di Somma di Confcooperative, Dino Ricci della Legacoop, Albano Agabiti per Coldiretti, Matteo Bartolini della CIA e Anna Ciri, vicepresidente di Confagricoltura.

“Con Insieme per Innovare, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli, vogliamo portare il contributo del mondo delle piccole e medie imprese all’importante sforzo programmatico e semplificativo a cui sarà chiamata la Regione nei prossimi mesi, avanzando proposte condivise in un momento particolarmente difficile e al tempo stesso ricco di opportunità da cogliere per introdurre finalmente nel sistema-Umbria quelle innovazioni che non si possono più rimandare. Per questo chiediamo che l’assunzione di decisioni da parte della Regione sia preceduta da un ampio confronto sul modello di sviluppo che si intende perseguire e sugli strumenti con i quali attuarlo.”

Nel patto vengono individuati "i principali driver per la crescita: transizione ecologica e digitale, economia circolare, formazione, internazionalizzazione, ricerca, sostegno al credito, rigenerazione urbana, infrastrutture".  

"Pensiamo che il confronto debba prevedere approfondimenti specifici su ciascuno di questi driver, la cui diversa combinazione potrà portare alle innovazioni che tutti auspichiamo.”

Perché, spiegano le associazioni, "le ultime stime economiche per l’Italia prevedono un Pil in crescita del 5% nel 2021 e la possibilità di tornare ai livelli pre-Covid entro il 2022".

“Per l’Umbria ci potrebbe volere più tempo a recuperare i punti di Pil persi negli anni. Proprio per questo crediamo che il confronto sia utile e necessario per realizzare una programmazione pluriennale basata su innovazioni importanti per tutti. Su alcuni temi specifici, come quello delle infrastrutture, auspichiamo un accordo bipartisan tra le forze politiche affinché si possano adottare piani di investimento la cui attuazione sia garantita in tempi che sicuramente vanno al di là delle singole legislature.”

Per il coordinamento delle associazioni c'è "la necessità di politiche e strumenti diversificati per dimensione di impresa per sostenere la crescita di tutte le imprese che abbiano progetti innovativi".

"Questo tavolo è aperto alla partecipazione di tutte le associazioni e alla massima condivisione delle proposte e nei prossimi mesi intendiamo allargare il confronto anche alle maggiori forze sindacali dei lavoratori presenti in Umbria. Perché il momento è troppo importante per rischiare di disperdere le risorse attese inseguendo interessi particolari", conclude Cesca.

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