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Umbria terremotata, summit a Roma per la ricostruzione. Coldiretti: "Dopo tre anni allevatori senza stalle, crollo dell'economia"

Interventi immediati per far partire la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma semplificando le procedure burocratiche per dare una speranza alle aziende agricole e stalle in difficoltà nei Comuni terremotati di Umbria

Interventi immediati per far partire la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma semplificando le procedure burocratiche per dare una speranza alle aziende agricole e stalle in difficoltà nei Comuni terremotati di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo. È l’obiettivo indicato dal summit organizzato a Roma dalla Coldiretti con esponenti istituzionali e tecnici delle Regioni terremotate, alla presenza del presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini, in occasione della discussione in Parlamento del decreto legge sul sisma e della Manovra finanziaria. Ha preso parte all’iniziativa una delegazione della Coldiretti Umbria composta dal presidente regionale Albano Agabiti e dal direttore Mario Rossi, con il coordinatore alla ricostruzione post sisma e direttore della Protezione Civile per la Regione Umbria, Alfiero Moretti.

A tre anni dal terremoto nelle zone terremotate mucche e pecore - si evice dal dossier Coldiretti - sono ancora tutte sfollate nelle strutture provvisorie allestite nel 2017, peraltro con gravi ritardi che erano già costati la vita a migliaia di animali, uccisi dalla neve e dal freddo. Una situazione che rischia di peggiorare in vista dell’arrivo dell’inverno e serve dunque un cambio di passo per far partire l’attesa ricostruzione. Ma occorre soprattutto spingere sulla ripresa dei paesi svuotati dal terremoto dove si registra ancora un crollo del 70% delle spesa che sta soffocando l’economia locale e il lavoro, a partire dagli agricoltori e dagli allevatori che sono rimasti nonostante le difficoltà.

“Serve ‘ricostruire’ le comunità locali e frenare lo spopolamento garantendo le condizioni necessarie affinché le persone tornino o restino a vivere e lavorare nelle aree terremotate” ha sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “ciò sarà possibile solo introducendo degli strumenti che diano la possibilità di abbreviare i passaggi burocratici nelle ormai non più derogabili opere di ristrutturazione e ricostruzione”.


 

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