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Piano dei rifiuti regionali, partono gli incontri per informare sulla svolta. "Il termovalorizzatori utilizzerà solo rifiuti umbri trattati"

Assessore Morroni: "Entro il 2035 a una quota non superiore al 10 per cento dei rifiuti da conferire in discarica e un indice di riciclo del 65%"

Il nuovo piano dei rifiuti - chiusura gran parte delle discariche, forte crescita differenziata e l'entrata in funzione del termovalorizzatore in provincia di Perugia - muove i primi passi fuori dal Palazzo Regione per essere spiegato e presentato alle categorie, istituzioni e cittadini. Nella sede della Regione Umbria, sono stati convocati i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e dei 92 Comuni del territorio a cui sono stati illustrati in dettaglio i tratti salienti frutto di un lavoro compiuto sulla base dello studio rigoroso e articolato effettuato dal Comitato Tecnico Scientifico istituito a questo stesso scopo.

 “Questi momenti preliminari di confronto e discussione sulle decisioni contenute nel Piano – ha evidenziato ancora Morroni – costituiscono delle occasioni irrinunciabili per rendere espliciti gli obiettivi che perseguiamo: attuare nella nostra regione una forte discontinuità della gestione del sistema dei rifiuti e definire una strategia che consenta di anticipare anche gli ambiziosi obiettivi fissati dall’Unione europea, e cioè arrivare entro il 2035 a una quota non superiore al 10 per cento dei rifiuti da conferire in discarica e a un indice di riciclo del 65%. Noi vogliamo arrivarci entro il 2030. Entro questa data – ha proseguito Morroni – intendiamo, dunque, far sì che l’Umbria possa aver raggiunto gli obiettivi dell’autosufficienza regionale per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, generando in pieno un sistema che garantisca sostenibilità ambientale, economica e sanitaria. Tutto ciò sarà possibile grazie a un insieme di misure che vanno dalla drastica riduzione del conferimento dei rifiuti in discarica, all’aumento del riciclo e all’incremento qualitativo e quantitativo della raccolta differenziata, sino alla termovalorizzazione con recupero energetico del rifiuto”.

Confermate le caratteristiche del termovalorizzatore: messa in esercizio dal 1 gennaio 2028, trasformazione di  160mila tonnellate all’anno di rifiuti di provenienza rigorosamente regionale trattati, “Tale dato è su misura per le esigenze dell’Umbria - ha spiegato Morroni - e la strada per la sua realizzazione che si aprirà, entro quattro mesi dall’approvazione del Piano da parte dell’Assemblea Legislativa, con un avviso pubblico dell’Auri (Autorità umbra per Rifiuti ed Idrico) per raccogliere le manifestazioni di interesse". Al momento non è stata ancora scelta l'area di realizzazione che spetterà all'Auri sulla base della mappa regionale redatta dalla Regione. 

“Altro punto di forza – ha detto Morroni – è la radicale riforma della ‘governance’, con il superamento dell’attuale e parcellizzato sistema di ambiti territoriali di gestione, per porre in essere una unica ‘governance’ regionale. In sostanza - ha concluso -, dobbiamo mettere in sicurezza e rendere stabile il sistema integrato del ciclo dei rifiuti in Umbria, con un orizzonte di lungo respiro, fino al 2035, e secondo il cronoprogramma stabilito per evitare ulteriori ritardi che l’Umbria non può più permettersi”.

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