Hanno costruito l'Umbria e ora sono ridotti alla fame: 171mila pensionati vivono con meno di 750 euro

Il dato è allarmante ed il potere si acquisto diminuisce ancora di più. I dati dell'Inps. Il grido d'allarme dello Spi Cgil

I nuovi poveri dell'Umbria sono soprattutto i pensionati, gente che ha lavorato una vita e che ha fatto grande la nostra piccola Regione ora in piena decadenza e secondo l'Agenzia Umbria Ricerche vicina ad un punto di ritorno se non ci sarà una nuova visione economica e sociale. I dati sono impressionanti: oltre 171mila pensionati umbri vivono con meno di 750 euro al mese (27.686 pensioni sono inferiori a 249 euro mensili, 47.179 pensioni sono collocate tra 250 e 499,9 euro, mentre ben 96.631).

Quelli definiti ceto-medio oscillano tra gli 800 e 1500 euro e sono intorno ai 70mila. Soltanto 7mila persone ha un assegno superiore ai 2mila euro netti. I lavoratori a riposo in Umbria rappresentano qualcosa come il 28,5 per cento della popolazione. "Il potere di acquisto delle pensioni in Umbria - scrive Mario Bravi dello Spi Cgil -è in costante diminuzione e soprattutto è nettamente più basso della media nazionale. Questi dati dimostrano con nettezza l’esigenza di adeguare il potere d’acquisto delle pensioni, che collocano una parte dei pensionati in una situazione di sostanziale povertà".

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