Professionisti contro il decreto rilancio: "Discriminati dal Ministro Gualtieri sui fondi anti-crisi"

I liberi professionisti dell'Umbria sul piede di guerra contro il Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, dopo le sue dichiarazioni che di fatto bloccano la strada, agli studi professionali, ai contributi a fondo perduto

I liberi professionisti dell'Umbria sul piede di guerra contro il Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, dopo le sue dichiarazioni che di fatto bloccano la strada, agli studi professionali, ai contributi a fondo perduto stanziati per il rilancio dell'economia nazionale. Confprofessione accusa il ministro di non avere idea di quanti occupati ci sono negli studi professionali e del fatto che la Commissione europea considera impresa “ogni entità”, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un'attività economica. 

«Le dichiarazioni di Gualtieri - hanno scritto da Confprofessioni - denotano una preoccupante e pericolosa approssimazione su un settore economico, quello degli studi professionali, che occupa 900 mila lavoratori tra dipendenti e collaboratori e muove un volume d’affari di circa 210 miliardi di euro all’anno. Un settore che investe e produce ricchezza per il Paese. Ma anche un settore colpito duramente dalla crisi economica, innescata dalla pandemia. Non c'è differenza tra un imprenditore che per effetto del Covid-19 ha subito un calo di fatturato e un dentista, un avvocato, un architetto o un commercialista che per lo stesso motivo hanno subito il medesimo danno. Due pesi, due misure».

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Per l'associazione di categoria dei professionisti il decreto rilancio segna "un punto di non ritorno e faremo valere in tutte le sedi i diritti di 2 milioni di professionisti contro una norma discriminatoria e palesemente incostituzionale".

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