Economia

I giovani agricoltori umbri contro il fotovoltaico mangia-suolo: la petizione pro-territorio. "Risparmiare terreno fertile per l'agricoltura"

Con il G20 scatta mobilitazione giovani agricoltori per difendere il territori: ecco perche e il rischio idrogeologico

Stop ai pannelli solari posizionati a terra che mangiano il terreno e che alimentano il rischio idrogeologico di fronte ai cambiamenti climatici. Si invece al fotovoltaico pulito ed ecosostenibile sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole. La battaglia di Coldiretti Giovani Impresa, in occasione del G20 dei giovani a Milano dal 19 al 23 luglio presieduto dall’Italia, prende forma con il via ufficiale alla raccolta firme per la petizione “Sì all’energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo” (le firme si raccolgono in diverse modalità: sul sito www.giovanimpresa.coldiretti.it e negli uffici della Coldiretti in tutta Italia, nei mercati e negli agriturismi di Campagna Amica).

La petizione a tutela del suolo agricolo è rivolta alle istituzioni con lo scopo di spingere gli investimenti  nelle fonti alternative di energia ma senza dimenticare il ruolo fondamentale dell’agricoltura e la bellezza unica dei nostri territori che, a giudizio dei giovani Coldiretti, andrebbero compromessi senza una programmazione territoriale degli impianti fotovoltaici a terra. “Un’iniziativa che come giovani imprenditori agricoli condividiamo anche in Umbria - commenta Francesco Panella, delegato regionale Coldiretti Giovani Impresa. Una petizione che guarda al presente e al nostro futuro, consci dell’importante ruolo che rivestiamo, oltre che come agricoltori anche come custodi dell’ambiente e della biodiversità. L’Italia vanta oltre 822mila impianti fotovoltaici, ma è fondamentale difendere la capacità produttiva alimentare nazionale in un Paese come l’Italia in cui la superficie agricola utilizzabile si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari negli ultimi 25 anni".

I giovani agricoltori della Coldiretti propongono che le Regioni e gli enti locali identifichino nelle aree da bonificare, nei terreni abbandonati, nelle zone industriali obsolete e nei tetti delle strutture produttive anche agricole, il luogo idoneo all’installazione del fotovoltaico per la corretta produzione di energia da fonti rinnovabili. “L’Italia - evidenzia Veronica Barbati - possiede terreni non destinati all’agricoltura che potrebbero essere messi a valore con il fotovoltaico, ci domandiamo perché utilizzare terreni fertili che già producono valore economico, sociale ed ambientale togliendo traiettorie di futuro alle nuove generazioni di agricoltori”.

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