"Tutti in piazza per non morire": l'Umbria dei bar, ristoranti e pizzerie si ribella. "Siamo a terra"

A Perugia la mobilitazione pacifica, ma dall’alto valore simbolico, contro le nuove restrizioni che colpiscono i pubblici esercizi e l’intera economia regionale

La rabbia, la paura ma anche l'orgoglio di chi non vuole licenziare, di chi non vuole chiudere. I proprietari e dipendenti del settore ristorazione dell'Umbria si prenderanno Piazza IV Novembre a Perugia per quella che si annuncia una drammatica ma pacifica manifestazione dopo l'ennesimo blocco-coprifuoco del Governo Conte che rischia di far saltare l'intero settore. Alle 11,30 in maniera statica e cercando di rispettare il distanziamento gli associati di di Fipe Confcommercio, ricorderanno agli umbri e al Paese il valore economico e sociale delle loro attività oltre che chiedere alla politica un aiuto concreto per non morire.  In rappresentanza delle 5 mila imprese umbre del settore bar e ristoranti, con quasi 13 mila dipendenti, interverranno il presidente regionale di Confcommercio Giorgio Mencaroni, responsabili Fipe Umbria, imprenditori provenienti da diversi territori della regione.

“Serve un intervento immediato con contributi a fondo perduto per compensare le perdite di fatturato dei pubblici esercizi. Le attività ristorative chiuse lasciano a casa tantissimi dipendenti che rischiano di essere cancellati definitivamente”, dice Romano Cardinali, presidente di Fipe Umbria Confcommercio. “Gli imprenditori di questo settore si sono dimostrati persone responsabili, che rispettano i protocolli sanitari loro imposti, ma non possono reggere ulteriormente una situazione che decreterebbe la loro condanna a morte. Le misure del governo costeranno altri 2,7 miliardi di euro alle imprese della ristorazione”.

Se non accompagnate da contemporanee e proporzionate compensazioni di natura economica, sarebbero il colpo di grazia per i pubblici esercizi italiani, che già sono in una situazion di profonda crisi, con conseguenze economiche e sociali gravissime. “Siamo perfettamente consapevoli che la situazione sanitaria in questo momento è drammatica e intendiamo fare la nostra parte”, sottolinea il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni. “Il dramma che stanno vivendo in questo momento è sotto gli occhi tutti. E coinvolge tutti i settori dell’economia del nostro territorio, nessuno escluso. Per questo abbiamo fatto un appello anche ai parlamentari umbri perché rappresentino nelle sedi opportune il grido d’allarme della nostra terra. Quello che in questo momento le categorie economiche pretendono è di essere coinvolti nelle scelte che possono decidere della vita o della morte delle imprese. Le soluzioni si trovano sempre. Vanno cercate insieme”.
 

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