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Situazione drammatica in montagna: 2 metri di neve, allevamenti a rischio e latte e mozzarelle da buttare

Le difficili condizioni meteo e della viabilità. compromessa per le abbondanti nevicate, specie nei collegamenti tra Marche e Umbria nella zona di Colfiorito a creare i maggiori disagi al settore agroalimentare

Lo stop a causa neve sulle strade, imposto dalla forti nevicate lungo l'Appennino umbro-marchgiano, alle auto-cisterne impedisce la raccolta di latte dalle stalle ed il trasporto di mozzarelle e degli altri prodotti deperibili. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti sulle tonnellate di latte gettate al pari di mozzarelle per il blocco della circolazione sulla base delle segnalazioni giunte. Sono le difficili condizioni meteo e quindi la viabilità compromessa per le abbondanti nevicate, specie nei collegamenti tra Marche e Umbria nella zona di Colfiorito a creare i maggiori disagi al settore agroalimentare più prossimo alle zone terremotate, in cui è tornata pure la paura per il sisma, dopo le forti scosse di ieri.

"A questo - hanno denunciato dalla Coldiretti - vanno sommati i disagi creati dal freddo e dalla neve per l’alimentazione del bestiame, specie nelle zone periferiche dei centri terremotati, dove si sono registrati accumuli di neve anche di due metri. È di vitale importanza quindi - afferma Coldiretti - mantenere libere da ghiaccio e neve, le vie di comunicazione principali, ma anche quelle secondarie”: una problematica che rischia di penalizzare ulteriormente la vita di imprenditori e cittadini, già duramente provati dagli effetti del sisma Con la neve che è caduta, sulle zone terremotate - torna inoltre a ribadire Coldir occorre accelerare per garantire l’arrivo dei moduli abitativi e delle stalle a tutte le aziende e gli allevamenti danneggiati. La neve va, infatti, ad aggravare la situazione degli animali, che hanno bisogno di ricoveri con le stalle distrutte o inagibili.

Difficoltà intanto per le abbondanti nevicate, oltre che a Colfiorito e nelle zone terremotate, si sono registrate negli ultimi giorni anche in altre parti dell’Umbria, soprattutto nell’eugubino-gualdese, a Città di Castello e Pietralunga, per la viabilità difficoltosa, l’isolamento di alcuni allevamenti, per portare il cibo nelle stalle e tubature dell’acqua ghiacciate.

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