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LA CRISI Ancora casse vuote a Umbria Mobilità: tredicesime e stipendi a rischio

E' la solita storia: da Roma i soldi per i crediti sono bloccati e le banche non ne vogliono sapere. E il presidente Caporizzi ammette: "Siamo senza liquidità per chiudere la fine dell'anno con i nostri dipendenti"

Con quali soldi saranno pagati gli stipendi di fine anno e le tredicesime? Ecco questo rischia di essere il nuovo tormentone di dicembre e che riguarda sempre i dipendenti di Umbria Mobilità che, almeno fino alla metà del 2014, non potranno passare nella nuova società con il 70 per cento controllato da Ferrovie dello Stato. I soldi, come ad ottobre, non ci sono e difficilmente le varie istituzioni potranno rimettere mano alla cassa. Ad ammettere una nuova imminente crisi con possibile blocco del servizio di trasporto sotto le feste (da parte dei sindacati), è lo stesso il presidente di Umbria mobilità, Lucio Caporizzi, ascoltato in commissione regionale diretta dal consigliere regionale Maria Rosi.

 "La situazione finanziaria dell'azienda – ha spiegato il presidente di UM - è ancora segnata dall'assenza di cassa determinata dalla mancanza dì apporti rilevanti di liquidità, nonostante il contributo della Regione Umbria, dato che al contempo c'è stata infatti una forte riduzione degli affidamenti da parte delle banche". Da Roma dovevano arrivare 20milioni di euro nel 2013 ma ne sono arrivati al momento solo 9 e difficilmente arriveranno altri dato che è tutto bloccato dopo il nuovo scandalo che ha coinvolto l'Atac nel Lazio. 

LA NUOVA SOCIETA' - "Alla gara pubblica - ha concluso Caporizzi - ha partecipato solo la società Busitalia, con una offerta di poco superiore ai 21 milioni fissati come base d'asta per il 70 per cento di Umbria mobilità. Il restante 30 per cento, se venisse venduto applicando quanto previsto dalla procedura, porterebbe ad incassare ulteriori 11 milioni di euro. Per perfezionare la vendita, cosa che dovrebbe avvenire nei primi mesi del 2014, serviranno ulteriori passaggi: vanno valutati i biglietti emessi, ottenuto il nulla osta dell'antitrust e serve l'asseverazione del piano di rilancio dell'azienda"

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