Coronavirus | Lettera di risposta a Cucinelli: "Non per tutti volano felici le rondini: perchè non dà suggerimenti al Premier Conte?"

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di risposta a quella piena di poesia e speranza dell'imprenditore filosofo Brunello Cucinelli. Una missiva, popolare e realista, dove traspare tutta la paura di uno tsunami economico che, senza i dovuti strumenti, rischia di stravolgere il futuro di tanti cittadini. Un invito ad agire direttamente

Caro lettore, dopo averti proposto la lettera al mondo dell'imprenditore filosofo umbro, Brunello Cucinelli, con tanto di metafora delle rondine in segno di speranza, di un ritorno alla normalità e alla vita di prima che oggi ci è stata rubata da un nemico invisibile, come il coronavirus, (per chi volesse leggerla clicchi qui-Lettera Cucinelli), oggi ospitiamo una lettera di risposta che rappresenta un sentimento diffuso, le paure e i dubbi sul futuro (economico e sociale) di tante persone. Qui non volano le rondini, ma volano pensieri sul lavoro, sullo stipendio, sul tessuto economico che non è del settore lusso. Una lettera bella, illuminata, angosciante anche per certi versi che invita un personaggio come Brunello Cucinelli, ad intervenire sul Governo, sul Premier Conte, per dare suggerimenti importanti per risolvere i problemi economici ai tempi del coronavirus.

La lettera non è firmata con un nome e cognome, la lettrice si limita a definirsi una giovane sognatrice realista. Di solito non andrebbe pubblicata ma è una missiva onesta, garbata e ricca di spunti di riflessioni. E quello che è più importante riassume il pensiero di una parte dell'Umbria, non di tutta ma di una parte. E quindi abbiamo deciso di darle il giusto spazio. Il lettore di Perugiatoday.it come sempre si farà la sua opinione, l'unica che alla fine conta. Buona lettura. 

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Gent.mo Sig. Brunello Cucinelli,
le notti insonni di questo periodo e il lungo tempo che abbiamo a disposizione nei giorni di quarantena forzata, mi hanno permesso di riflettere sulla Sua lettera di Primavera dedicata alle rondini, che ho avuto modo di leggere qualche giorno fa. Sarà che se in questo periodo alziamo gli occhi in alto, non vediamo le rondini ma i soffitti delle nostre case, affrescati per chi è più fortunato, oppure con travi in legno o semplicemente intonacati di un bianco grigiastro.

E se apriamo le finestre di casa ora più che sentire rondini garrire, sentiamo i megafoni della macchina della protezione civile o della polizia locale che ci invita caldamente a restare a casa. Quindi, queste rondini dove sono? Ammetto che questa immagine faunistica poetica, in un primo istante mi ha evocato un’immagine simile, ma per mari anziché per cieli. Ovvero avendo la fortuna di navigare nel Mediterraneo (il mare più bello del mondo!) ogni volta che vedo un delfino nuotare sotto la prua della barca, è una nuova emozione, come fosse la prima volta, ed in quel momento torno ad essere bambina. Quindi provo a vivere questa immagine delle rondini traslata sulla mia passione per il mare e la gioia di avvistare i delfini... Ammetto anche che il canto degli uccellini per me è stato sempre uno dei suoni più rassicuranti.

Avendo paura del buio, dopo aver trascorso più volte la notte insonne per aver sentito un semplice scricchiolio del parquet di casa, come sentivo gli uccellini cantare sapevo che sarebbe a breve arrivata l’alba e quindi cominciavo a sentirmi protetta e rassicurata da quel cinguettio che anticipava le prime luci del sole. Così ancora oggi il canto degli uccelli in mezzo alla campagna è uno dei suoni più autentici che ci avvicina alla natura e ci riporta indietro di secoli quando il rapporto uomo-natura era ancora fatto di rispetto.

Mi perdoni dunque, non avrò le Sua sensibilità poetica, non avrò approcciato studi di filosofia in maniera approfondita, vista la mia umile Laurea in Economia, ma dopo queste immagini, sono stata catapultata nuovamente alla vita reale e mi son chiesta, ma come si fa oggi a pensare alle rondini? Purtroppo, i pensieri quotidiani che ci risuonano in testa sono ben diversi e ci riportano costantemente alla pandemia globale che stiamo vivendo. Lei, imprenditore illustre ed illuminato, che insieme al Bacio Perugina è forse uno dei più importanti ambasciatori nel Mondo della nostra bella Umbria (per rimanere sul contemporaneo e senza scomodare San Francesco o San Benedetto per cui siamo ugualmente celebri), nonché uno degli imprenditori più influenti nel panorama nazionale, perché non prova a diventare portavoce di richieste più concrete da presentare al nostro Governo?

Sicuramente ha già incontrato più volte il Premier Conte e quindi potrà essere ascoltato più di molti altri. Perché non ha commentato il Decreto Cura Italia, che, a mio umile parere, è un modo per fermare l’alluvione con gli stracci, nonostante lui affermasse il contrario? Della conferenza stampa di lunedì scorso, ricordo ben chiare le sue parole “Non vi lasceremo soli”, beh , penso di parlare a nome di molti, in realtà dopo questo Decreto mi sento delusa e più sola. I provvedimenti necessari sono ben altri! La crisi che stiamo vivendo e che non sappiamo quanto durerà, è una guerra sanitaria in primis, ma diventata purtroppo anche economica e finanziaria. Ha toccato, sta toccando e toccherà sempre più l’economia reale e cambierà profondamente le nostre abitudini, ne siamo consapevoli? Perché significa che cambierà anche le abitudini dei nostri consumatori.

Saremo più incerti di prima nel dare la mano ad uno sconosciuto per presentarci, o ad abbracciare persone che non vediamo da tempo, o avremo timore di frequentare luoghi troppo affollati, chissà magari verranno anche riviste le modalità di svolgimento dei grandi eventi o del telelavoro o lavoro da casa. Economisti esperti parlano di almeno 5 milioni di disoccupati nel nostro Paese al termine di questa recessione, ovvero più dell’8% della popolazione italiana........l’8% ??? Può essere paragonata alle 2 più grandi crisi finanziarie che io ricordi (in maniera lucida vista la mia età), quella dell’11 settembre dove per ben 12 mesi ci fu un crollo dei mercati finanziari di oltre il 40% e in seguito quella del 2008 con la bancarotta di Lehman Brothers che durò per ben 16 mesi portando con sé un crollo dei mercati del 45%. E ora che strumenti abbiamo o avremo per rialzarci?

Lei dunque, perché non prova a suggerire idee concrete a Conte e ai nostri governanti? Perché non prova a fargli capire che per far ripartire questo Paese (serviva già da prima, figuriamoci ora!) occorre un piano di investimenti serio, concentrato sulle infrastrutture? Strade, ponti, viadotti... Perché non prova a fargli capire che serve incentivare filiere di primaria importanza quali il turismo (se non lo facciamo noi in Italia con il patrimonio artistico-culturale più invidiato al mondo, chi deve farlo)? E l’agroalimentare?

Ricordo mesi fa di aver visto pubblicità sulle principali reti televisive italiane che promuovevano la Turchia o l’Egitto, ma noi le abbiamo mai fatte negli altri Paesi? Anche se siamo l’Italia non vuol dire che non serva ricordare ai cittadini del Mondo dove siamo e che bellezze abbiamo da offrire. Perché non avvalerci di importanti testimonial italiani noti in tutto il mondo per farlo? Perché non pensare allo sviluppo digitale delle piccole medie imprese italiane, che sono il vero motore economico d’Italia? Non illudiamoci che tutte le imprese siano 4.0, la maggior parte di esse non sono neppure 2.0 nel 2020. E infine, alla luce del presente che stiamo vivendo, forse dovremo fargli capire che il nostro Paese dovrà investire di più nella ricerca!

Allora perché non istituire una sorta di “Ricerca Bonus”, o “Research Bonus” per dargli un sound più contemporaneo, che funzioni come l’Art Bonus, strumento a Lei ben noto? Perché anche noi privati dovremo contribuire alla ricerca, non solo oggi, ma sempre e per le altre migliaia di malattie che in questi giorni stiamo dimenticando, ma in realtà sono ben peggiori di un virus che sappiamo potrà essere sconfitto, con il tempo e con l’unione e il senso civico di tutti noi cittadini.

Io penso che dobbiamo far sentire le nostre paure, perché solo dalle paure possono nascere opportunità, ma anche la nostra voglia di rinascita e per farlo, dobbiamo essere concreti, realisti e meno sognatori, perché forse di questi tempi non riusciremo tutti a vedere le rondini, ma quando potremo uscire dalle nostre case staremo già a combattere con le zanzare! Infine, posso confessarLe una cosa? Invidio le rondini per un motivo: beate loro che viaggiano per migliaia di chilometri all’anno, dal sud Africa all’Europa scoprendo angoli di Mondo meravigliosi...prima o poi torneremo a farlo anche noi!

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La saluto cordialmente, una giovane sognatrice realista

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