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Umbria Jazz, non solo grande musica. Studio dell’Unipg: quanto ci guadagnano città, imprese e occupazione

Non si tratta solo di una manifestazione che ha portato lustro in Italia e nel mondo alla nostra Perugia. Secondo lo studio di due professori di Economia dell'Università di Perugia, sono numerose le ricadute in termini economici

Umbria Jazz, edizione dopo edizione, ha portato a Perugia mostri sacri della musica. E qui non ci piove. Concerti memorabili andati ben oltre l’inclinazione dell’anima votata al jazz (che è stato presupposto della nascita del festival) ma che ha saputo guardare avanti e adattarsi allo spirito dei tempi, dei gusti, del grande pubblico.

Abbiamo ospitato spiriti innovativi e leggende della star system, stelle e astri nascenti. Icone pop. Facendo diventare Perugia, da piccolo capoluogo di Provincia, a palco internazionale. Ma come ha impattato una kermesse di così importanti dimensioni, sull’economia della città? quanto ha inciso su reddito, occupazione, imprese?

Ce lo rivela uno studio promosso dalla Fondazione Umbria Jazz con la collaborazione dell’Università per Stranieri di Perugia e dall’Università degli studi di Perugia, realizzato da Luca Ferrucci del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Perugia e da Simona Collu e Michele Tomassoli, studenti del Master in International Business and Inter-Cultural Context dell’Università per Stranieri di Perugia.

Già nel 2007 Umbria Jazz è stata oggetto di uno studio dei professori Bracalente e Ferrucci del dipartimento di Economia dell’Università di Perugia con l’obiettivo di individuare ed analizzare l’impatto economico del festival nella città di Perugia. A distanza di oltre 10 anni questo studio fa da base per un ulteriore ricerca, sempre incentrata su UJ, sull’impatto economico nell’economia urbana della kermesse relativamente all’ultima edizione del luglio 2018.

Per conseguire l’obiettivo, ovvero stimare l’impatto dell’evento nell’economia urbana, sono stati costituiti una serie di indicatori (“segnali”) capaci di captare l’andamento tendenziale dell’evento 2018 e che potrebbe servire da spunto per monitorare altri eventi e manifestazioni culturali al fine di analizzarne la dinamica e valutare gli effetti delle risorse finanziarie (specie quelle pubbliche) investite.

Grazie anche alla collaborazione di Confcommercio, sono stati presi in esame i dati di 202 commercianti localizzati nel centro storico: dallo studio è emerso che il 58% di loro ha aumentato il fatturato; e solo il 2% ha avuto un calo. Tra gli intervistati, il 75% ha risposto che Umbria Jazz è la manifestazione che ha generato maggiore addizionalità di vendite tra il 2017 e il 2018. E ancora: nel periodo di Umbria Jazz il tasso di occupazione delle camere nelle strutture ricettive a Perugia era salito all’86%.

Dallo studio emerge che: "dato che, nell’edizione 2007, i contributi pubblici e privati erano stati pari a 750.000 circa, generando un prodotto lordo (attivato da contributi pubblici e privati) a favore dell’economia urbana pari a 2.270.000 euro, ne deriva che, nell’edizione 2018, con contributi pubblici e privati pari a 1.913.000 circa, si è plausibilmente generato un prodotto lordo (attivato da contributi pubblici e privati) a favore dell’economia urbana pari a circa 5.800.000 euro".

A QUESTO LINK TUTTO LO STUDIO E I DATI 

“I dati – spiega una nota stampa del festival - ci possono portare a concludere che UJ è un lampante esempio di marketing territoriale che negli anni si è evoluto seguendo i tempi e le esigenze del pubblico, ampliando la sua offerta nel corso dell’anno per prolungare gli effetti benefici dell’evento, pur mantenendo sempre un elevato standard qualitativo”.

“Le cifre permettono di renderci conto della dimensione che ormai l’evento ha raggiunto, ma restano comunque incalcolabili tutti gli altri benefici che la manifestazione apporta al territorio in termini di produzione, reddito, occupazione, immagine e notorietà in campo turistico, prestigio, attrattività dell’area dal punto di vista per esempio degli investimenti o delle attività commerciali o industriali, senza dimenticare tra l’altro la crescita dell’orgoglio sociale e dello spirito di appartenenza alla comunità da parte dei residenti che UJ ha saputo stimolare negli anni.

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