"Il mondo del lavoro in Umbria è diventato un Far West, basta avvoltoi sociali"

Riceviamo e pubblichiamo l’allarme dei sindacati dell’Umbria – Cgil, Cisl e Uil – sulla questione del reddito nella nostra regione: “Il lavoro dignitoso è venuto meno. E’ ora di intervenire”

Riceviamo e pubblichiamo l’allarme dei sindacati dell’Umbria – Cgil, Cisl e Uil – sulla questione del reddito nella nostra regione: “Il lavoro dignitoso è venuto meno. E’ ora di intervenire”

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Abbiamo più volte denunciato come in questa lunga fase di recessione che sta caratterizzando l’Umbria, la questione reddito, in particolare quello da lavoro, sia il vero problema centrale, per il quale, appunto, servirebbe più attenzione e più impegno. Abbiamo unitariamente sottolineato quanto, in tempi di perdurante ristrettezza economica, sia importante avere attenzione per il reddito, anche quello complessivo delle famiglie. Questo significa, a nostro avviso, difendere in primo luogo il reddito “indiretto”, quello che deriva da servizi pubblici efficienti e mirati, costruiti e mantenuti attraverso un’equa tassazione. Al contempo, in una situazione grave come quella attuale, sono apprezzabili anche contributi diretti a chi versa in situazioni di “povertà” o misure quali il reddito di cittadinanza.

Ci interessa sottolineare, ancora una volta, però, che solo il reddito derivato da un lavoro dignitoso, equamente retribuito e svolto in sicurezza, è in grado di valorizzare la persona umana, dandogli diritti, cittadinanza ed un ruolo positivo all’interno della comunità.

Quello che ci preoccupa è proprio questo, il venire meno del lavoro dignitoso e soprattutto la crescita di quello atipico e precario, con il conseguente ricatto pressante sul lavoro tradizionale da parte della crescente massa di disoccupati, precari, male occupati, che con la loro disponibilità ad accettare qualsiasi lavoro alle peggiori condizioni finiscono per peggiorare anche quelle dei lavoratori che sono, potremmo dire, meglio tutelati. In questo modo, attraverso il ricatto del lavoro, si innesca una pericolosa corsa al ribasso giocata sull’erosione di reddito, dignità, diritti, sicurezza.

In questa situazione di “far west” del lavoro, dove tutte le speculazioni diventano possibili ed i peggiori opportunismi trovano legittimazione, vogliamo segnalare due fenomeni che, se non adeguatamente contrastati, contribuiranno ad aggravare la situazione del lavoro appena descritta. Uno è il cosiddetto “dumping contrattuale”, un fenomeno in crescita, che vede sindacati più o meno credibili e legittimati, fino a veri e propri avventurieri, cercare, con i metodi più fantasiosi, di imporsi nel sistema della rappresentanza, promuovendo la pratica degli sconti e dei ribassi di salario e di diritti.

L’altro fenomeno è quello della concorrenza sleale nei confronti delle imprese sane, non solo con la pratica del lavoro nero, ma piuttosto sfruttando legittimamente le regole e le procedure delle gare di appalto, in particolare nel settore dei servizi. Segnaliamo questi due fenomeni, insidiosi e pericolosissimi per la de-regolazione del lavoro e delle norme civili che li tutelano: uno perché in quotidiana evoluzione e l’altro perché si sta aprendo nella nostra regione una importante stagione di rinnovo di appalti nel settore dei servizi, per i quali si corre il serio rischio di vedere gare aggiudicate da ditte inaffidabili, che andrebbero appunto a peggiorare la già delicata situazione del lavoro dignitoso.

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Cgil, Cisl e Uil hanno già intrapreso una propria azione di contrasto e di denuncia di questi fenomeni, che vanno ad aggravare una situazione già estremamente complicata nelle sedi di competenza, ma intendono sollevare l’attenzione  dell’opinione pubblica e delle istituzioni tutte, dalle amministrazioni locali agli organi di controllo e vigilanza dello Stato, perché questo fenomeno, che attiene anche alla sfera della legalità, sia contrastato con la determinazione necessaria.  

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