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L'INDAGINE di Aur | Dopo il successo del nuovo brand - ha sbancato in termini di presenze - ora l'Umbria vale 10 milioni di turisti: il piano e l'effetto Burri

Ma come mai questi numeri da record? Sicuramente la campagna di promozione territoriale iniziata a metà maggio 2021 ha avuto il suo peso. lo slogan, ideato dall'Agenzia Armando Testa, “Io amo il mare dell’Umbria” è stato curioso

Che il turismo in Umbria durante la scorsa estate abbia registrato il record assoluto degli ultimi anni non è un mistero: gli arrivi sono stati 1,59 milioni e le presenze hanno toccato i 3,28 milioni. Rispetto al 2019, agosto è cresciuto del 19,4%, settembre dell’11% e ottobre del 4,2%. I numeri hanno fatto toccare con mano il potenziale di crescita turistica della regione. Un orizzonte dove il “Cuore Verde d’Italia” potrebbe alzare la cosiddetta classica asticella e andare incontro ad un miglioramento sostanziale e significativo delle presenze turistiche che, visto il patrimonio culturale, ambientale, enogastronomico a disposizione, potrebbe assumere dimensioni davvero importanti. Si punta al traguardo ambizioso dei 10 milioni di turisti.

Ma come mai questi numeri da record? Sicuramente la campagna di promozione territoriale iniziata a metà maggio 2021 ha avuto il suo peso. lo slogan, ideato dall'Agenzia Armando Testa, “Io amo il mare dell’Umbria” è stato curioso, quanto memorabile, semplice ed esaustivo. Lo spot infatti gioca con il dato di fatto di essere l'unica regione del centro Italia a non avere un affaccio mare così come è comunemente inteso; ma è vero anche che questa regione possiede altri mari, egualmente suggestivi: un mare di esperienze, di storie, di cammini, di sfumature, di sapori, di musica e suoni.

Cavalcando il successo, il 14 novembre scorso è partita una nuova campagna promozionale per il periodo invernale il cui claim è: “Cosa sarebbe l’uomo senza il suo cuore? Sarebbe l’Italia senza Umbria”. Questa nuova campagna, però, non ha dato i risultati sperati. Sicuramente il contesto non ha aiutato, visto l'aumento dei casi di covid-19 che ha colpito tutta l'Italia fino a gennaio 2022, rimandando in affanno nuovamente il settore turistico.

Il tempo giusto per mettere in piedi progetti in grado di fare diventare la regione uno snodo più importante per l’arte contemporanea. Da questa preziosa eredità, l’Umbria potrebbe trarre nuova linfa e potenziare la propria offerta culturale, utilizzandola come trampolino di lancio per poi far conoscere le altre potenzialità cittadine e regionali. "Il periodo che stiamo vivendo" - suggerisce Giuseppe Coco, ricercatore in ambito socio-economico di Agenzia Umbria Ricerche - "non è affatto semplice, ma bisognerebbe approfittare proprio di questi momenti per cercare di mettere a punto quelle strategie potenzialmente utili a valorizzare al meglio lo scrigno Umbria per quando si tornerà alla normalità. Volendo avanzare una proposta, questo potrebbe essere il tempo giusto per mettere in piedi, ad esempio, progetti in grado di far diventare la regione uno snodo più importante per l’arte contemporanea, nel cui processo di nascita ha inciso fortemente la figura di Alberto Burri. Il pittore dei sacchi, delle plastiche, dei cretti ha contribuito, al pari di artisti del calibro di Lucio Fontana o Jackson Pollock – giusto per fare un paio di nomi – ad una nuova idea di arte che ha operato rispetto al passato un vero e proprio salto di pagina, di paradigma, di registro, di linguaggio. Da questa preziosa eredità l’Umbria potrebbe trarre più linfa, nella consapevolezza che ci sarebbe bisogno di costruire nuovi ponti culturali tra un passato glorioso e un futuro che assomiglia per molti aspetti ad una tela bianca tutta ancora da dipingere".
 

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