Economia

Gara d'appalto per il trasporto pubblico in Umbria, da gara della discordia a boom di aziende partecipanti

Soddisfatto l'assessore Melasecche: "Pochi giorni fa il TAR dell’Umbria ha respinto la richiesta di sospensiva da parte di Busitalia riguardo alla procedura di gara in corso.

La gestione del trasporto pubblico dell'Umbria -  una volta risanato in questi anni dopo gli anni dei milioni di euro mai recuperati per servizi offerti extra-regione - piace e molto ad importanti aziende del settore che hanno risposto alla gara del Tpl Umbria, finalmente predisposta dalla Giunta regionale dopo una discussione lunga 10 anni. 

Allo scadere delle 12 di ieri, 28 giugno, l’Amministratore Unico di Umbria Mobilità Marina Balsamo e il Responsabile unico del procedimento Riccardo Ferrini hanno comunicato all’Assessore regionale ai trasporti Enrico Melassecche che sono pervenute ben 13 buste di probabili fornitori che intendono accreditarsi. La prossima settimana si procederà alla nomina della commissione verifica requisiti e successivamente all'apertura delle buste. 

"Le critiche persino feroci di coloro che sostenevano l’impossibilità di partecipare alla gara indetta dalla Giunta in vista di un rinnovamento complessivo del TPL, sollecitato in modo perentorio dalla Corte dei Conti, riceve – secondo l’Assessore - una prima parziale risposta nella numerosità dei plichi pervenuti la cui verifica puntuale avverrà comunque quanto prima". 

Pochi giorni fa il TAR dell’Umbria ha respinto la richiesta di sospensiva da parte di Busitalia riguardo alla procedura di gara in corso. "Il progetto di legislatura di portare a regolarità la gestione del TPL, modernizzandolo, rendendolo più efficiente e proporzionalmente meno dispendioso, pur garantendo come ampiamente noto ai sindacati nessun licenziamento, grazie alla clausola sociale rafforzata, oltre alla certezza del contratto collettivo degli autoferrotranvieri ed il contratto integrativo aziendale, sta procedendo regolarmente. Sono stato attaccato anche sotto l’aspetto personale e politico ma l’eredità di cui nel 2019 la giunta Tesei si è dovuta far carico, che produceva una marea di debiti e ben poca efficienza non poteva più gravare sulla intera collettività regionale".

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