Economia

Dossier Lavoro, segnali di ripresa in Umbria: "La previsione è di 14mila nuovi posti di lavoro da qui all'autunno". I settori in crescita

Il lavoro stabile riguarderà oltre il 30 per cento dei posti richiesti dal mercato del lavoro in Umbria. “I segnali che arrivano nel mese di agosto dal mondo del lavoro sono di fiducia"

Sono 3.230 i posti di lavoro richiesti in Umbria nel mese di agosto. Mille in più rispetto allo scorso anno. 5.190 se si considera il periodo fino al 30 ottobre. I dati arrivano dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, su un campione di 5.425 imprese dei settori industria e servizi. Naturalmente il comparto legato al turismo è quello maggiormente bisognoso di risorse umane, con una previsione di assunzione nel mese di agosto di 840 figure. Seguono il commercio che richiederà 380 figure e 350 per il settore dei servizi alla persona. Allargando lo sguardo al trimestre agosto/ottobre le assunzioni previste dalle imprese saranno 14.530, in crescita rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno per 5.320 unità di personale. 

Nel trimestre di riferimento sarà il comparto dei servizi ad offrire lavoro, con 9.690 entrate previste, segue l’industria con 4.840 assunzioni. “I segnali che arrivano nel mese di agosto dal mondo del lavoro sono di fiducia e i dati del trimestre danno un segnale ancora più chiaro – riflette Giorgio Mencaroni il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria – da qui all’autunno, le assunzioni previste saranno infatti oltre quattordicimila. In questa fase di ripartenza le nostre imprese stanno investendo in tecnologie digitali tuttavia il gap domanda offerta continua a caratterizzare in maniera consistente il nostro mercato del lavoro”. Permangono invece le complicazioni in tema di mismatch, cioè la mancata corrispondenza tra profili ricercati e competenze offerte: la difficoltà di reperimento delle figure ricercate dalle imprese riguarda ben 42 casi su 100.

Nel mese corrente nel 34% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 66% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita). Si concentreranno per il 65% nel settore dei servizi e per il 69% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Il 13% delle assunzioni sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota come tradizionalmente per la nostra regione, inferiore alla media nazionale (15%). Solo l’8% delle richieste di lavoro si rivolgerà a personale laureato, il 67% delle assunzioni previste sarà infatti per personale con
diploma superiore o con nessun titolo di studio specifico richiesto.

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