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Dipendenti pubblici, il Codacons: "8.800 euro a ogni lavoratore, ecco come averli"

Depositata la diffida a Governo, Aran e sindacati. Prosegue la class action per il blocco dei rinnovi dei contratti

Il Codacons dell’Umbria non molla. E rilancia: “I dipendenti pubblici della nostra regione – scrive l’associazione dei consumatori -  sono ancora in attesa di rinnovo di contratto, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il blocco degli stipendi nel pubblico impiego”.
Proprio per questo il Codacons – che ha già lanciato una gigantesca azione risarcitoria collettiva – ha notificato oggi (20 gennaio) “una diffida al Governo, all’Aran e ai sindacati, affinché venga disposto entro 30 giorni il rinnovo dei contratti collettivi per il triennio 2016-2018 e il conseguente adeguamento agli indici Istat degli stipendi dei pubblici dipendenti, in esecuzione della sentenza  178 del 24 giugno 2015 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del regime della sospensione della contrattazione collettiva per il personale pubblico dipendente”.

E non è finita qua: “Il ritardo nel rinnovo già maturato ha causato e sta tuttora causando ingenti danni patrimoniali ai dipendenti pubblici dell’Umbria – denuncia il presidente Carlo Rienzi - Danni per i quali i lavoratori possono chiedere attraverso il sito www.codacons.it un equo indennizzo ai sensi dell’articolo 1173 del codice civile, commisurato alla perdita di potere d’acquisto dello stipendio per gli anni dal 2010 sino al 30 luglio 2015, per un totale di 8.800 euro a lavoratore”.

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