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LA RICERCA "Più determinate, più istruite e multitasking: ecco perchè il mercato del lavoro ha bisogno di più donne"

lo studio di Enza Galluzzo dell'Agenzia Umbria Ricerche, che nel giorno della festa della donna ha voluto tracciare un profilo della lavoratrice donna anche ai tempi del Coronavirus

Riceviamo e pubblichiamo per la nostra sezione interventi e analisi sull'Umbria lo studio di Enza Galluzzo dell'Agenzia Umbria Ricerche, che nel giorno della festa della donna ha voluto tracciare le difficoltà che hanno le donne nel trovare un impiego strabile ma soprattutto la Galluzzo ha ribadito l'importanza del genere femminile sul mercato del lavoro. Buona Lettura

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di Enza Galluzzo

Il mercato del lavoro è asimmetrico: le donne hanno meno opportunità degli uomini, ovunque. Si tratta di un problema strutturale e trasversale con dimensioni che differiscono da territorio a territorio e in corrispondenza delle diverse caratteristiche socio-economiche. Il divario del tasso di occupazione tra uomini e donne nel 2019 è del 13,5% in Umbria, 18% in Italia, 11% in Europa. Non si tratta di una questione di principio o ideale: le pari opportunità delle persone, e soprattutto delle donne, sono state razionalizzate, spiegate e sviscerate da eminenti studiosi; affermate riconosciute e stigmatizzate in moltissime Carte nazionali e internazionali. Forse ciò che sembra sfuggire, a livello di incrocio tra domanda e offerta, è la “convenienza”. Eppure vi sono fondate ragioni per cui il mercato del lavoro dovrebbe aver bisogno delle donne.

La prima ragione chiama in causa il sapere

Le donne notoriamente eccellono nel percorso di istruzione, come testimoniano i dati (Almalaurea). Ciò accade fin dai primi ordini di studio: le ragazze alla scuola media inferiore che escono con un voto d'esame pari a 9 su 10 sono maggiori dei ragazzi. Durante le scuole superiori, la percentuale delle femmine supera quella dei maschi in molteplici ambiti: nella mancata ripetenza, nelle ore di studio a casa, nelle esperienze internazionali, nel voto medio di diploma e nella prosecuzione degli studi. Ciò continua all’Università dove le donne superano gli uomini nella conclusione degli studi in corso e nel voto medio di laurea.

La seconda ragione attiene alle soft skills

Tutti sono concordi nel sostenere l’importanza di competenze comportamentali e attitudinali nel mercato del lavoro ed il gap attualmente esistente nelle diverse professioni. Le donne sono portatrici naturali delle principali soft skills: la capacità di lavorare in squadra, di affrontare e risolvere le difficoltà, di gestire la complessità e lo stress; ma anche l’approccio multitasking e l’intuizione, l’intelligenza emotiva e l’inclusione. Le soft skills sono alla base delle abilità manageriali di engagement del personale e stimolano una loro maggiore produttività, con conseguenti benefici economici.

La terza ragione origina da elementi demografici

Due sono gli aspetti principali che hanno a che fare con il lavoro delle donne: la contrazione della popolazione in età attiva e il calo della natalità. Il progressivo invecchiamento della popolazione e la diminuzione delle nascite, acuita dal minor apporto della componente migratoria rispetto agli anni passati, hanno modificato l’assetto della popolazione, comprimendo la fascia in età lavorativa. Ci sarà quindi sempre più la necessità nel futuro di coinvolgere le risorse scoraggiate e “sopite” facendole uscire dallo stato di inattività, categoria in cui prevalgono le donne (in Umbria il 35,5% contro il 22,8% degli uomini). Inoltre, studi dimostrano che il calo delle nascite, che investe non solo al nostra regione e mina la sostenibilità del sistema, è strettamente connesso alla mancanza di una sicurezza economica. Il lavoro delle donne può rivitalizzare il sistema e contribuire alla ripresa della natalità. Vi è infatti una domanda di maternità inespressa anche per problemi di economia familiare, superabile con un ampliamento delle possibilità occupazionali delle donne.

La quarta ragione origina della capacità di resilienza delle donne

Si tratta di una peculiare qualità che indica non un atteggiamento passivo, ma di resistenza di fronte alle avversità, orientato a superarle. Le evidenze di diverse indagini confermano la maggiore capacità delle donne rispetto agli uomini di assorbire le delusioni e le difficoltà della vita, con la determinazione di andare avanti. Un esempio eclatante è rappresentato dal periodo di lock down durante la pandemia che le donne hanno affrontato con rinnovata energia, spendendosi più di prima nelle attività domestiche e familiari, con creatività e fermezza (Istat). La capacità femminile di reazione di fronte alle difficoltà sarà preziosa per affrontare lo scenario post Covid-19.

Questi sono alcuni significativi motivi di “convenienza” del lavoro femminile. E’ importante che le donne siano le prime a valorizzare queste potenti leve a loro favore. Ma come? Innanzitutto prendendo coscienza di essere portatrici di sapere e capacità utili al mercato del lavoro, ma soprattutto lavorando sulla propria autostima, nella consapevolezza che il percorso ancora da compiere non sarà lieve

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