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Economia

DOSSIER INAIL UMBRIA | Ammalarsi e morire per via del lavoro: ecco le malattie professionali più frequenti, i settori a rischio

Drammatici i dati sugli infortuni mortali sul lavoro denunciati all’Istituto a livello regionale nel corso dell’ultimo triennio consolidato (2019-2021)

Meno infortuni in generale, ma quelli mortali in Umbria aumentano drammaticamente con una percentuale molto al di sopra la media nazionale. Una strana altalena di dati, seppur elaborati nelle stesso settore, che sono stati rilevata dall'Inail Umbria negli ultimi tre anni.   Gli infortuni sul lavoro (2019-2021) hanno subito una contrazione pari al 14.5% (a livello locale si è passati dai 10.614 casi a 9.083 casi); la stragrande maggioranza dei casi viene denunciata in occasione di lavoro (quasi l’88%) mentre la restante parte avviene in itinere, ossia nel tragitto casa-lavoro e viceversa. Tra i settori economici maggiormente colpiti, secondo l'istituto,  le costruzioni, il trasporto emmagazzinaggio, il commercio all’ingrosso e al dettaglio e la sanità e i servizi sociali.

La musica cambia invece decisamente con i dati sugli infortuni mortali sul lavoro denunciati all’Istituto a livello regionale nel
corso dell’ultimo triennio consolidato (2019-2021): incremento del dato (+ 42.1%) nettamente superiore rispetto a quello registrato su scala nazionale (+11.2); i casi sono passati infatti da 19 a 27 casi; la stragrande maggioranza dei casi viene denunciata in occasione di lavoro (25 casi, il 92.5%). I settori economici maggiormente colpiti: la fabbricazione dei prodotti in metallo, l’industria alimentare e il commercio ingrosso/dettaglio oltre che le costruzioni e il trasporto e magazzinaggio.

In controtendenza anche i dati sulle malattie professionali in Umbria;: leggero aumento (+0.5%) in controtendenza rispetto al dato nazionale (-9.8%); nel 2021 in Umbria sono state denunciate 2.304 tecnopatie e il tasso di riconoscimento è stato pari al 44.9% contro il 37.2% su scala nazionale; nell’ultimo triennio ben 60 sono stati i decessi collegati alle tecnopatie (15 quelle del 2021). Le malattie professionali maggiormente denunciate troviamo quelle del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo (quasi il 66%), quelle del sistema nervoso, quelle dell’orecchio e i tumori.

“Nonostante occorrerà attendere ancora qualche mese ed il consolidamento dei dati - ha spiegato Alessandra Ligi, direttore regionale Inail Umbria, nell'incontro in regione per fare il punto sull’andamento degli infortuni e le sinergie con l'ente - per avere il quadro definitivo dell’anno 2022, gli ‘Open data’ relativi ai primi dieci mesi dell’anno in corso, fanno registrare un consistente aumento degli infortuni e delle malattie professionali che impone a istituzioni e parti sociali di mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza e di individuare tutte le possibili azioni per contrastare tale tendenza. L’analisi congiunta degli elementi informativi sull’andamento infortunistico e sulle dinamiche produttive è un momento centrale per l’individuazione di azioni qualificate che supportino il processo di miglioramento progressivo della sicurezza regionale”.
 

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