Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia

Umbria, i giovani imprenditori che hanno investito su internet (digitale) hanno battuto la crisi da Covid: i dati

Mencaroni (Camera di Commercio): Una crescita notevole, di 17 punti percentuali, per chi aveva investito nella svolta digitale"

L’impatto della pandemia sull’attività 2020 per il segmento manifatturiero delle imprese giovanili è stato meno duro, rispetto al resto delle imprese. Secondo l’indagine, infatti, il 43% delle imprese manifatturiere giovanili non ha avuto riduzioni di fatturato, mentre per le imprese manifatturiere non giovanili, questa quota si abbassa al 36%. Anche guardando alle previsioni per il futuro, la percentuale delle imprese manifatturiere che prevede di ritornare ai livelli pre-Covid entro il 2022, è del 68% per le giovanili e del 60% per le altre imprese. Questa percentuale sale al 75% delle attività considerate, se hanno fatto investimenti nel digitale.

Pandemia e lockdown, infatti, hanno spinto gli italiani a confrontarsi, come mai prima, con Internet e il mondo online. Tanto da stimolare, in alcuni casi costringere, le imprese ad accelerare verso processi di trasformazione digitale capaci di creare un nuovo modo di lavorare, interagire e di fare business, modificando - forse per sempre - le aspettative e i comportamenti dei consumatori. Tra le implicazioni che le maturate abitudini digitali hanno portato c’è una sempre maggiore attenzione all’uso degli strumenti online anche per analizzare i dati dai mercati, per ascoltare le esigenze dei clienti e adattare il proprio business ai nuovi bisogni. Sulla scorta dei dati Excelsior-Unioncamere la Camera di Commercio dell’Umbria ha compiuto un’analisi approfondita, a livello regionale, sull’entità di investimenti strategici in Digital Marketing delle imprese, ossia la quota di esse che hanno dichiarato di aver investito ‘molto’ e ‘moltissimo’ in questa innovazione di business.

“Ne sono uscite risposte molto interessanti - ha commentato Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria - Le imprese umbre che dal quinquennio pre-covid 2015 - 2019 al 2020 hanno dichiarato di aver investito ‘molto o moltissimo’ in Digital Marketing (cioè investimenti per l’utilizzo di canali/strumenti digitali per la promozione e vendita dei prodotti/servizi), sono passate dal 24,8% 41,7%. Una crescita notevole, di 17 punti percentuali”.

Analizzando più nel dettaglio il fenomeno degli investimenti strategici in digital marketing per settori di attività, nella nostra regione il 44,5% delle imprese di servizi nel 2020 ha effettuato investimenti di importanza medio-alta, a fronte del 27,6% durante il quinquennio pre-crisi; ne viene fuori un aumento del 17%. Approfondendo ulteriormente il settore dei servizi, occorre sottolineare che al primo posto nell’anno della pandemia per questo tipo di investimenti strategici ci sono i Servizi Finanziari e assicurativi, con il 68% delle imprese, a fronte del precedente 56%, in crescita del 12%, seguono i Servizi Informatici e telecomunicazioni con il 61,3%, rispetto al 33,5% del periodo pre-covid, con un balzo di quasi 28 punti percentuali.

Nell’Industria la percentuale si attesta al 34,3% nel 2020, a fronte del 16,8% del periodo 2015-2019, anche in questo caso la crescita si attesta intorno ai 17 punti percentuali. Nel settore industriale al primo posto troviamo le altre Industrie Manifatturiere con il 53,7% delle imprese che hanno investito nel Digital Marketing nel corso del 2020, a fronte del precedente 21,9%: addirittura + 32%. Seguono le Industrie di fabbricazione di macchinari e mezzi di trasporto con il 36,7% del 2020, rispetto al 9,4%, in salita di 27 punti. Per quanto concerne la transizione digitale a livello nazionale, i Piani dei diversi Paesi devono dedicare almeno il 20% della spesa complessiva per investimenti e riforme. Il pilastro digitale dei Piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr) deve comprendere la razionalizzazione e digitalizzazione della Pubblica amministrazione e lo sviluppo dei servizi pubblici digitali.

Si deve inoltre migliorare la connettività, anche tramite un’ampia diffusione di reti di telecomunicazione (le cosiddette Tlc) ad altissima capacità. I costi per gli utenti devono essere sostenibili e la velocità di lancio della rete deve essere aumentata. I Piani devono inoltre sostenere la ricerca e sviluppo nelle Tlc e l’adozione delle tecnologie digitali da parte delle imprese, in particolare delle piccole e medie. Le competenze digitali di cittadini e lavoratori devono aumentare, così come la loro capacità di accesso a strumenti e servizi digitali, particolarmente per i gruppi sociali vulnerabili.

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