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C'era una volta il trasporto pubblico. In estate primi tagli. In autunno a rischio "anche le corse scolastiche"

I sindacati parlano di fumata nera, nerissima nell'ultimo incontro con l'assessore. "Confermati tagli ed esuberi del personale". Si cerca di correre ai ripari trovando nuove risorse. Ma perchè non lo si è fatto prima?

Tutto confermato: tagli subito, altri tagli dolorosi da ottobre, ferie forzate per il personale e in autunno scattano gli esuberi (da un minimo di 140 ad un mssimo di 350), stato di agitazione confermato dai sindacati e pendolari sul piede di guerra. Questa è la reale fotografia dello stato di salute del traporto pubblico regionale. Guarda caso, dopo la caduta della GIunta Marini, è venuta a galla una situazione che non è certo di queste ore ma era ben cronicizzata e conosciuta da chi tiene i conti e da chi studia da tempo la gara per l'appalto del servizio.

L'incontro di ieri tra le organizzazioni sindacali e l’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella, è stato all'insegna della conferma e della speranza futura.  "L’assessore ha di fatto confermato il taglio (3 milioni circa di euro) relativo al periodo estivo (7 luglio-10 settembre)" hanno ribadito gli esponenti deoi sindacati Faisa-Cisal, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Orsa presenti all'ennesimo tavolo di crisi presente in un Umbria ormai sempre più povea e sempre con meno certezze "Informando che la Regione sta lavorando per reperire risorse utili ad evitare il taglio invernale, (11 settembre-31 dicembre) relativamente all’anno 2019. Il taglio invernale (là dove confermato) porterebbe conseguenze assai pesanti e se nel periodo estivo si ricorrerà alle ferie per gestire l’esubero di personale, in inverno si rischierebbe di avere un impatto sull’occupazione difficile da gestire. Inoltre, il taglio potrebbe arrivare ad intaccare servizi essenziali alla cittadinanza come le corse scolastiche".

Insomma se non si trovano risorse aggiuntive - l'aumento del biglietto è una ipotesi molto in voga - verranno dimezzate le corse dalla provincia per Perugia creando un danno notevole alle famiglie degli studenti medi, ai tantissimi iscritti all'Ateneo che raggiungono il capoluogo solo per seguire le lezioni, e ai lavoratori pendolari. Altra categoria penalizzata: gli anziani che non hanno auto e che sono i maggiori utilizzatori delle corse urbane.

Ma con l'arrivo di Bus Italia tutti i problemi non erano risolti? Ma come mai soltanto ora ci si preoccupa quando dall'inizio dell'anno si poteva intervenire? Il fondo trasporti in verità è in sofferenza non solo per le politiche regionali - i risultati parlano da sè - ma anche per i tagli nazionali degli ultimi 10 anni e per la difficoltà dei comuni di contribuire al servizio. "Le riunioni svolte con i Comuni non hanno portato elementi di novità - ha concluso il sindacato - auspichiamo pertanto che tutti gli enti coinvolti facciano la loro parte per evitare razionalizzazioni pesanti per gli utenti e i lavoratori. Rimane evidente, infatti, che i Comuni e le Province, assieme alla Regione, devono lavorare per trovare risorse aggiuntive".

Se l'assessore regionale Chianella è ottimista per il futuro, sindacati e resto del mondo pendolare invece temono il peggio una volta che il servizio sarà messo a gara per la gestione dei prossimi anni. Se non si recupereranno risorse importanti da mettere sul bando i tagli perpetrati nel 2019 diventeranno definitivi e può soltanto aggravarsi la situazione delle corse su gomma. E poi c'è la partita della mobilità alternativa (ascensori, scale mobili, minimetrò, funivie...): il centrosinistra si è sempre vantato di questo sistema moderno, ecologico...ma poi la patata spesso è lasciata ai comuni. Ora chi mantiene tutte queste meravigliose opere? I costi sono alti, i ricavi non ci sono o quando ci sono non sono sufficienti per l'auto-sufficienza.

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