Crisi Covid, le agenzie di viaggio rischiano di scomparire in Umbria: senza aiuti in tanti chiuderanno

Alla manifestazione a Roma era presente anche un nutrito gruppo di imprenditori e dipendenti di casa nostra. Ecco cosa chiedono

La portata della crisi non è ancora calcolabile. Lo ha ammesso il Presidente del Consiglio Conte. Siamo solo all'inizio, purtroppo. E questa riguarda il 90 per cento dei settori produttivi e di servizi che sono presenti in Umbria. La coperta degli aiuti statali è talmente corta che ogni giorno una categoria è costretta ad alzare la voce per non morire, per non chiudere e licenziare. Ieri a Roma alla manifestazione a Piazza del Popolo c'erano anche una cinquantina tra titolari e dipendenti delle agenzie turistiche di casa nostra. Il loro simbolo è il trolly lasciato immobile sulla piazza, come immobili sono le prenotazioni.

Come riferito a perugiatoday da alcuni partecipanti alla manifestazione, nella nostra regione le agenzie di viaggio hanno disdette non solo per il periodo estivo ma addirittura già in molti hanno comunicato di rinunciare ai viaggi in calendario per il periodo di settembre-ottobre. Motivo: le continue informative degli "esperti" che, senza certezze, preannunciano un forte rischio in autunno di un ritorno dei contagi. Praticamente, salvo miracoli, dell'ultima ora il 2020 è da buttare. Vacanze nel periodo estivo con il contagocce, anche per via della crisi economica che ha impoverito le famiglie, annullati i viaggi di nozze ed è impossibile ad oggi immaginare anche viaggi di gruppo seppur di un giorno in Italia. Questo è lo scenario che sta mettendo in ginocchio oltre 180 agenzie di viaggio presenti in Umbria.

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A Roma gli imprenditori e dipendenti del settore sono tornati a chiedere al Governo un aiuto concreto e non solo belle parole da ribadire nella mille dirette di questo periodo:  la proroga degli ammortizzatori sociali e finanziamenti a fondo perduto per le agenzie. Solo in questa maniera si può tirare avanti aspettando quel 2021 che si spera possa segnare una piccola ma fondamentale rinascita per il settore turismo. Ina caso contrario come ha riferito, al Corriere, Maurizio Riccucci, referente dell'associazione autonoma delle agenzie di viaggio, "è forte il rischio che in molti non riusciremo a superare l'estate, io credo che un 30 per cento potrebbe essere destinato a chiudere". 

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