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La rivolta dei barbieri, parrucchiere ed estetiste: "Ecco i protocolli per la sicurezza, ora fateci aprire"

Chiedono a gran voce di poter tornare al loro lavoro, nel rispetto di tutte le procedure per garantire a clienti e dipendenti, oltre che a loro stessi, la massima sicurezza

Se il mondo della politica, con la complicità dei "molti" nominati nella "task-force scientifica-economica-varieedeventuali", produce più confusione che regole certe, dello stesso atteggiamento non si stanno di certo macchiando l'Umbria che lavora e che deve tornare al lavoro per non finire in mezzo ad una strada.

L'esempio lampante di capacità a reinventarsi anche in questo momento difficile è rappresentato dagli "artigiani" parrucchieri, estetiste e tatuatori in rappresentanza di oltre duemila imprese e altre migliaia di addetti. In teoria dovrebbero riaprire lunedì prossimo dopo aver rischiato di tornare al lavoro i primi di giugno. Ma è tutto in teoria perchè mancano le carte ufficiali da Roma che poi determinano le ordinanze regionali dei Governatori. Loro sono pronti tanto è vero che hanno consegnato - attraverso Cna e Confartigianato - alla presidente Tesei, insieme alla rinnovata richiesta di apertura dal 18 maggio, le linee guida anti-contagio specifiche per il settore. 

“Le condizioni per ripartire nel rispetto della sicurezza ci sono tutte, perciò auspichiamo che la Regione firmi subito l’ordinanza per la riapertura delle imprese del benessere" hanno scritto in una nota congiunta Cna Umbria e Confartigianato Imprese Umbria " “Le misure contenute nel documento che abbiamo consegnato alla presidente – afferma Piero Montanucci, parrucchiere e dirigente di Cna Umbria, - tengono conto del protocollo nazionale sulla sicurezza firmato tra governo e parti sociali il 24 aprile, dei codici di autoregolamentazione che le associazioni si sono date, nonché delle recenti indicazioni di Inail e ISS, che, lo ricordiamo, hanno carattere tecnico e non normativo e vogliono essere, a detta degli stessi estensori, delle indicazioni per prendere decisioni.”

Le linee guida proposte si dovranno trasformare in singoli e specifici protocolli aziendali, diversi da impresa a impresa, che le aziende dovranno predisporre e attuare con la massima attenzione per ridurre al minimo ogni possibilità di contagio. La scrupolosa attuazione di queste misure metterà il datore di lavoro al riparo da possibili responsabilità; responsabilità non di poco conto, visto che il contagio di un dipendente viene assimilato agli infortuni, con tutto ciò che ne deriva anche in termini penali.

“Le linee guida che abbiamo individuato – aggiunge Roberta Caracciolo, presidente regionale dei parrucchieri di Confartigianato - secondo noi rappresentano l’equilibrio migliore tra efficacia e sostenibilità delle misure, perché sono indicazioni ispirate alla massima sicurezza, ma al tempo stesso sono concretamente attuabili all’interno dei centri e dei saloni. Considerando, peraltro, che i costi dell’introduzione di queste nuove procedure sono altissimi. Pensiamo che a questo punto i servizi alla persona abbiano tutte le carte in regola per ripartire, soprattutto in Umbria, dove abbiamo dimostrato un forte senso di responsabilità che ha contribuito certamente a contenere il numero di casi di Covid-19".

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