Fisco agevolato, l'Umbria vuole le stesse agevolazioni per il Sud. La proposta di Confindustria, l'emendamento della Lega

La strategia per far entrare l'Umbria nella lista delle regioni del Sud per le quali sono previste importanti agevolazioni per le imprese piccole e medie

Da Confindustria è arrivata, tramite lettera-appello, la richiesta di inserire anche l'Umbria nella lista delle regioni del Sud per le quali è previsto, dopo i decreti del Governo Conte, delle importanti agevolazioni fiscali, finalizzati allo sviluppo delle imprese sotto forma di digitale, di produzione e ricerca. La richiesta porta la firma del presidente Confindustria Umbria, Antonio Alunni, che si è appellato anche ai deputati umbri per suggerire all'esecutivo e portare in votazione emendamenti mirati nelle aule parlamentari. Il fisco agevolato per il Sud (Abruzzo, Molise, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna) si basa su alcune linee chiare: la maggiorazione delle aliquote del credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo.  La misura viene aumentata dal 12 al 25% per le grandi imprese che occupano almeno 250 persone; dal 12 al 35% per le medie imprese che occupano almeno 50 dipendenti; dal 12 al 45 per cento per le piccole imprese che occupano meno di 50 persone.

Ma come poter far passare l'Umbria, storica regione del Centro Italia e in passato con economia differente dal Mezzogiorno, nella graduatoria delle regioni del Sud? C'è una strategia: il sisma del 2016 che ha colpito la nostra regione, con una ricostruzione al palo e con molte realtà territoriali impoverite e a rischio spopolamento; secondo aspetto: il drammatico calo del Pil regionale, dalla crisi del 2007 ad oggi, ha declassato l'Umbria in regione "in transizione" alla pari dell'Abruzzo. Da qui l'appello ai deputati umbri per spingere sul Governo.

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Al momento solo la Lega ha già dato la sua disponibilità a Confindustria. Il senatore Luca Briziarelli ha confermato che "abbiamo presentato un emendamento, senza privare di nulla le regioni già individuate originariamente, che intende estendere tali misure anche all'Umbria, già pesantemente provata dal sisma del 2016 ed alle prese con odierni pesanti indicatori economici. La proposta riguarda anche Marche e Lazio così che tutte le regioni colpite dal Sisma siano ricomprese così come già fatto previsto per l'Abruzzo. Se si intende ripartire – conclude il Senatore leghista - lo si deve fare sostenendo il tessuto connettivo del nostro Paese, quello che investe e produce con la compostezza e la tenacia che tutto il mondo ci invidia".

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