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Nuovo sciopero dei dipendenti dei centri commerciali: disagi per i clienti in vista del Natale

In questi giorni le organizzazioni sindacali , le delegate e i delegati, sono impegnati nelle assemblee dei lavoratori, nei presidi e nei volantinaggi per sensibilizzare anche la clientela a esprimere solidarietà all’iniziativa e comprenderne le motivazioni

Il 19 dicembre è di nuovo #FuoriTutti, sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della grande distribuzione. Nel weekend che precede il Natale, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno organizzato una manifestazione nazionale a Milano con autobus che partiranno anche dall’Umbria. 

“Uno sciopero, quello del 19 dicembre, che vuole mettere al centro anche la condizione più generale di chi lavora in un settore che ha vissuto una fase di difficoltà e di cambiamenti, per la crisi dei consumi e per scelte legislative – come quella che ha portato alla liberalizzazione delle aperture 365 giorni l’anno” è quanto affermano Stefania Cardinali della Filcams Cgil, Valerio Natili della Fisascat Cisl e Maria Ermelinda Luchetti della Uiltucs Uil e proprio su questo punto, sottolineano i sindacati. 

“Siamo a ribadire la non obbligatorietà al lavoro considerato superfestivo come i 25 o 26 dicembre, il 1 gennaio o 6 gennaio, come ha stabilito di recente dalla Cassazione. Per cui siamo ad invitare tutte le catene commerciali a tenere chiusi i negozi in questi giorni di festa, invitiamo i consumatori a non recarsi a fare spese nei suddetti giorni ed ai lavoratori diamo indicazione di rivolgersi presso le sedi dei sindacati per far valere il loro diritto al riposo”.

In questi giorni le organizzazioni sindacali , le delegate e i delegati, sono impegnati nelle assemblee dei lavoratori, nei presidi e nei volantinaggi per sensibilizzare anche la clientela a esprimere solidarietà all’iniziativa e comprenderne le motivazioni. 

Le lavoratrici e i lavoratori sanno che questo arrecherà disagio a chi in questi giorni di Natale andrà a fare acquisti: “Ma siamo sicuri – dicono - che anche il cliente vuole entrare in punti vendita in cui è certo che la dignità di chi lavora non sia messa in discussione”.

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