Cassa integrazione, cresce la disperazione delle famiglie: a quando il secondo bonifico con gli arretrati?

Dopo il primo pagamento - al 7 luglio l'Inps ha coperto la quasi totalità delle domande per la prima parte dei bonifici -, la stragrande maggioranza dei lavoratori umbri attende il nuovo invio

Cresce sempre di più la rabbia tra i lavoratori in cassa integrazione che a luglio inoltrato non hanno ancora ricevuto altri pagamanti della cassa integrazione. La stragrande maggioranza è ferma  al "magro e unico" bonifico inviato dall'Inps all'inizio della Fase 2, ovvero la riapertura parziale post-pandemia. I mesi si accumulano, il tempo passa e le famiglie sono nettamente in difficoltà. In molti si stanno rivolgendo alla nostra redazione per avere novità perchè non riescono ad avere una data certa dall'ente erogatore.

Le banche continuano a richidere le rate dei prestiti  ma le persone non sono in grado, non potendo contare su uno stipendio pieno e certo, di coprire la rata mensile. Rischiano di finile sul libro nero e le varie filiali non mollano la presa con telefonate e lettere ufficiali. Lo Stato rallenta i pagamenti di questa seconda tranche mentre il mondo e i bisogni continuano ad andare avanti spediti. La situazione si sta facendo esplosiva. Non a caso, mai come in questo periodo, il rischio usura, per famiglie e imprese, è altissimo in Umbria come ben sanno dalle Prefetture che hanno messo in piedi un tavolo per prevenire e arginare questo fenomeno drammatico.

L'Inps nazionale ha inviato una nota ufficiale dove mette in risalto che al 7 luglio sono una piccolissima percentuale i lavoratori non hanno ricevuto almeno un pagamento con gli arretrati. Bene. Ma siamo al 13 luglio e ci sono altri mesi da coprire (500 euro la media del sostegno mensile per i cassintegrati di casa nostra...): serve chiarezza sui tempi, serve una comunicazione ufficiale. Va anche detto però che gli stessi uffici dell'Inps si trovano a lavorare in stato di emergenza: oltre 7milioni di domande, una mole impressionante che mai si era registrata in passato. In più ci sono le verifiche, le domande inviate in ritardo e i vincoli burocratici che anche funzionari e dirigenti devono subire.

Il problema quindi è anche di natura politica: avevano promesso una seconda rata veloce per i pagamenti della cassa integrazione, ma anche stavolta non è andata seconda le previsioni. Le persone hanno scadenze tutti i mesi, hanno necessità quotidiane. Si sta giocando con il fuoco. Non a caso si temono mesi caldissimi sul fronte sociale secondo le proiezioni del Ministero degli Interni. 

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