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Domenica, 29 Gennaio 2023
Economia

Carne in laboratorio anche da noi? Animalisti lanciano raccolta firme: "Chiudiamo allevamenti e macelli"

Raccolta firme anche da Coldiretti per fermare il commercio di questi prodotti: "Dobbiamo immediatamente chiudere le porte al cibo sintetico che rappresenta una minaccia letale per la nostra agricoltura, la salute dei consumatori"

L'inizio del 2023 potrebbe rappresentare l'inizio del commercio anche nei paesi della Ue di “carne” in provetta, ovvero carne che non arriva dagli allevamenti ma dai laboratori, tra l'altro già autorizzata  negli Stati Uniti per il consumo umano. Un consumo che al momento è visto positivo solo da alcune associazioni animaliste.

 Anche in Umbria si fronteggiano a suon di raccolte firme: da una parte Coldiretti - contrarissima e in linea con niet del Governo Meloni - e dall'altra Animalisti Italiani (tra i super-favorevoli). Per Mario Rossi, direttore Coldiretti Umbria ha ribadio che la raccolta firme sta ottenendo un importante successo: "In Umbria stiamo raccogliendo migliaia di adesioni, con tantissime firme raccolte tra i cittadini ma anche tra le istituzioni, a cominciare dai Sindaci del territorio. Dobbiamo immediatamente chiudere le porte al cibo sintetico - conclude Rossi - che rappresenta una minaccia letale per la nostra agricoltura, la salute dei consumatori e la biodiversità. Un gravissimo e intollerabile attacco per la nostra tradizione agroalimentare, fatta di storia, salute e qualità, ma anche per i posti di lavoro di tutta la filiera, dal campo alla tavola".

Sul versante opposto gli Animalisti lanciano un appello agli umbri: "Il primo marchio di prodotti di Vow, Morsel, entrerà nei ristoranti di Singapore entro la fine di quest'anno. Un alimento capace di diminuire drasticamente l'impatto ambientale e di evitare le morti di miliardi di animali. Il futuro è adesso. Aiutateci a chiudere allevamenti e macelli". L'aiuto è tramite una firma online che ha due obiettivi: l'esclusione dell’allevamento dalle attività ammissibili ai sussidi agricoli e l'inclusione di alternative etiche ed ecologiche, come l'agricoltura cellulare e le proteine vegetali; incentivi per la produzione e la vendita di prodotti a base vegetale e di quelli realizzati con l'agricoltura cellulare". Si cerca di raccogliere oltre un milione di firme per fare pressioni sul Parlamento Europeo (ecco la petizione)
 

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