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Artigiani e trasportatori alla Regione: "Se riparte la scuola in Umbria, ripartono la speranza e l'economia"

n attesa delle vaccinazioni accelerare il ritorno degli studenti nelle classi e riaprire le imprese

Far ripartire le scuole, superiori comprese, rappresenta la prima vera riapertura dell'Umbria dopo mesi invernali da incubo e da "fame" per tanti comparti dell'economia regionale. La presa di posizione non porta la firma dei vari comitati di genitori e studenti contrari alla didattica a distanza infinita, ma di Enrico Ceccarelli, imprenditore del trasporto persone ed esponente di punta di Cna Trasporti Umbria. 

“Fermo restando che solo una campagna di vaccinazioni più serrata ci farà tornare alla normalità, vanno riaperte sia le scuole di ogni ordine e grado che le imprese rimaste finora completamente ferme o aperte a singhiozzo – ha spiegato Ceccarelli -, come quelle del trasporto persone, ma anche i bar e le pizzerie, che beneficerebbero subito delle lezioni in presenza degli studenti. Tanto più che i dati epidemiologici che riguardano l’Umbria sono più che buoni e che tali riaperture possono avvenire in completa sicurezza, anche alla luce degli ulteriori accorgimenti introdotti nei protocolli anti-Covid dall’accordo nazionale sottoscritto recentemente dal governo e dalle parti sociali.”

Un messaggio chiaro alla Presidente Donatella Tesei che in queste ore dovrebbe congedare la vecchia ordinanza - valida fino all'11 aprile - riaprendo tutte le medie (anche secondo e terzo anno) mentre potrebbe essere rinviato di una settimana il ritorno in classe degli studenti superiori. Dal Cna un invito alla Regione a fare presto, a fare bene anche sul sostegno alle imprese, tramite ristori reali. "Si proceda velocemente - ha spiegato  Ceccarelli - verso la liquidazione di tali ristori e, soprattutto, si ridia la possibilità alle imprese di lavorare. Nelle stesse condizioni sono anche i titolari di bar, ristoranti, palestre, ma anche acconciatori ed estetiste o autoriparatori, colleghi imprenditori che si guadagnano da vivere lavorando a fianco dei dipendenti. Non chiediamo la luna, ma solo di poter lavorare. Le condizioni ci sono tutte basta averne la volontà politica.”
 

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