Si riapre il dibattito sulla gestione dell'acqua. Umbra Acque: "Personale e investimenti a rischio con gestione pubblica"

Un convegno dove i vertici della società ha messo decisamente messo le mani avanti parlando solo di disagi e disastri nell'eventuale cambio di guardia. Ma questo è il punto di vista di Acea... ora attendiamo l'altro punto di vista

C'è un referendum votato dagli italiani che aveva sancito il ritorno della gestione del servizio idrico in mano al pubblico. Ma ad oggi non è cambiato nulla e i privati continuano a gestiere insieme al pubblico l'acqua che esce dal nostro rubinetto. Questo accade anche per gran parte della provincia di Perugia dove opera Umbra Acqua per il 40 per cento in mano al colosso Acea e per il 60 per cento in azioni dei comuni. Meglio la gestione pubblica o privata o mista? Di certo l'attuale governo misto di Umbra Acque ha passato le sue grane ben sotto gli occhi di tutti ma ha anche ottenuto importanti successi come le case dell'acqua presenti in gran parte dei territori (acqua a 5 centesimi ogni 1,5 litri) e una costante manutenzione e l'avvio dell'App.

I disagi però ci sono stati: ritardi nella fatturazione delle bollette, problemi forti nel nuovo sistema operativo che serve tutta la macchina digitale, bollette contestate, centralini infuocati, lamentele degli utenti per i ritardi sull'intervento di conduttore rotte. La presenza di un governo Movimento 5 Stelle-Lega sta riportanto d'attualità il tempa della gestione pubblica, di un servizio tra l'altro esclusivamente pubblico e che gestisce un elemento universale (e in teoria senza padroni) come l'acqua.

Ma un ritorno alla vecchia formula sarebbe oggi dannoso.  Chi lo dice? Ovviamente Umbra Acque con il 40 per cento di azioni di Acea, il privato. Nell'ultimo convegno sono stati illustrati tutti i presunti punti deboli di un ritorno al pubblico:rallentamento delle attività di investimento in ragione della conseguente necessità di applicazione del codice appalti anche per le attività estranee al servizio idrico integrato e gli appalti sottosoglia, proprio mentre sono stati incrementati i piani di investimento a beneficio del rinnovamento della rete idrica; preclusioni alla realizzazione del programma di assunzioni a tempo determinato, condivise con le parti sociali in occasione di processi di ricambio generazionale: infatti la stabilizzazione del personale il cui contratto di lavoro a tempo determinato scade a fine anno (47 lavoratori prevalentemente impiegati nelle aree operative e del contatto con la clientela) potrebbe essere messa in discussione. 

Ora aspettiamo il punto di vista dei sostenitori di acqua pubblica dopo quello interessato di Umbra Acque. L'unica certezza è che il servizio idrico nostrano va ancora molto migliorato come la rete idrica e la comunicazione con i clienti-utenti. Intanto partiamo da qui.

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