Trasporti, noleggio e turismo, tra fatturato perso e la speranza di ripresa post Covid19

Intervista a Federico Bevilacqua di Federnoleggi Umbria: "Giusta la strategia degli investimenti e la sinergia pubblico/privato con un unico e ben preciso obiettivo: portare turismo nella regione"

Trasporti, turismo, servizi di noleggio. L’emergenza sanitaria da Covid19 ha messo in ginocchio tanti settori e il lento ritorno alla normalità non sembra, al momento, garantire un futuro di speranza. Ne parliamo con Federico Bevilacqua di Federnoleggi Umbria.

I trasporti in Italia hanno perso, durante il blocco dovuto alla pandemia, 1.8 miliardi di fatturato. Quale è la situazione in Umbria?

“Anche in Umbria la perdita è stato molto consistente, in quanto abbiamo aziende che hanno perso fino al 99% del proprio fatturato, questo nello specifico le aziende di noleggio con conducente per autobus e servizi di linea a lungo a tratto con autobus; poco meglio è andata ai noleggiatori con conducente fino a 9 posti e tassisti, che rispetto ai primi con la fine del lockdown hanno visto una timidissima ripresa”.

Gli oneri a cui deve far fronte oggi un'azienda che opera nel settore dei trasporti, quindi autobus di linea, taxi, pullman di lunga percorrenza, noleggio con conducente ed altri mezzi, da cosa sono aggravati?

“I maggiori oneri del nostro settore sono gli ammortamenti degli automezzi ed i costi del personale, tant’è che stanno parlando in questi giorni in Commissione Bilancio alla Camera dei deputati di una sorta di recovery found per aiutare le aziende nel rimborso dei piani di ammortamento degli investimenti effettuati sugli automezzi negli ultimi anni. Ma l’onere maggiore viene da tutte quelle false notizie diffuse dai media e da internet che minano la fiducia sui servizi di trasporto e sul ripristinarsi di una vita normale… ricordiamoci che all’interno di quei veicoli ci siamo anche noi ed i nostri collaboratori, pertanto siamo i primi a volerli rendere sicuri nel rispetto di tutte le normative anti-Covid19. Inoltre i costi maggiori sono quelli che ogni azienda subisce per la burocrazia: è allucinante pensare che se devi aprire una piccola impresa di trasporto, iscritta nell’albo artigiani, e quindi con una legislatura semplificata, non puoi far a meno di studi di consulenza e di un attesa, se tutto va bene, di almeno 2 mesi. Considerate che ad oggi un azienda di trasporto persone ha avuto una sospensione per quanto riguarda tasse, leasing finanziamenti, giustamente visto le perdite al 99%, ma nel frattempo deve pagare le fatture del commercialista, anche piuttosto alte, visto le molteplici operazioni che ha dovuto fare”.

C'è stato un supporto economico da parte dello Stato? E da parte della Regione Umbria quali sono state le provvidenze messe in campo?

“Da parte dello Stato abbiamo ricevuto gli aiuti, attualmente come tutte le altre aziende, della cassa integrazione, del contributo a fondo perduto sulla percentuale di perdita del fatturato, e del bonus dei 600 euro agli artigiani. Speriamo ora su questo recovery promesso sul Decreto Rilancio Italia. Considerando la ‘magra’ figura fatta sul servizio di trasposto scolastico, equiparato prima, ai servizi pubblici di linea, nel Decreto Cura Italia, e poi cancellato con un ‘colpo di spugna’ dal Decreto Rilancio Italia solo 20 giorni dopo che il primo Decreto era diventato legge, a colpi di maggioranza sia alla Camera che al Senato. Anche in questa occasione, il Governo ha fatto ben capire che il proprio interesse è quello di garantire le aziende pubbliche, anche a discapito di quelle private; considerando che il trasporto scolastico rappresenta il 2% del totale dei trasporti pubblici, non si capisce come mai, se non si pagasse il trasporto scolastico ed il trasporto pubblico locale al 98% forse perché i grandi manager pubblici non riescono a far tornare il bilancio con una perdita di fatturato del 2%. In altre regioni ci sono stati degli aiuti alle singole partite Iva del mondo del trasporto persone, vedi la Campania, Sicilia ed altri, ma secondo me, in questo caso l’Umbria si è mossa molto bene: era inutile un sussidio di pochi euro… è stato molto meglio finanziare una campagna pubblicitaria della Regione per essere pronta sul blocco di partenza alla riapertura del turismo, sia italiano che straniero, anche se poi in parte ‘sabotato’ dal famoso errore del calcolo dei positivi al Covid, che ci metteva al pari della Lombardia. Comunque questa, credo, sia la strategia giusta, investimenti importanti effettuati da una sinergia pubblico/privato con un unico e ben preciso obiettivo: portare turismo in Umbria”.

Il settore trasporti, o almeno in una sua parte, è collegato al turismo. Oggi ci sono segnali di ripresa oppure è necessario un tempo lungo per ritornare alla quantità operativa di prima?

“Oggi il turismo è ripartito in parte; ma parliamo di un turismo per lo più individuale, timido, se così si può dire, ma è quello che ci si aspettava! Naturalmente questo farà felice più le piccole strutture ricettive, che le imprese di trasporto… ma vedere già riempirsi man a mano le nostre piccole cittadine è un buon inizio. Dobbiamo far capire che stiamo tornano alla normalità, solo così si rimetterà in moto il turismo di massa, quel turismo che aiuta tutto il comparto di trasporto persone, dai taxi, alle compagnie di noleggio bus”.

Il settore specifico dei trasporti su gomma riesce ad avere nella nostra regione un contatto specifico con le istituzioni o rientra in logiche globali?

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“Il trasporto passeggeri su gomma viene di solito, e questo anche nella nostra regione, basato sulle decisioni o consigli delle grandi aziende pubbliche di trasporto pubblico locale. Su questo sbagliamo enormemente, dovremmo trovare delle sinergie pubblico/privato, dove partecipi tutta le filiera del turismo umbro, dalle agenzie di viaggio alle strutture ricettive, dai tassisti alle guide turistiche, per poter effettuare dei piani ben precisi di sviluppo del nostro sistema turismo. Non si può pensare che lo sviluppo turistico della regione passi, ad esempio, solo dalla creazione di una scuola di volo nell’unico aeroporto che abbiamo”.

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