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Sabato, 22 Gennaio 2022
Economia

Tartufo made in Umbria, bando della Regione per creare la filiera corta: "Prodotti di qualità certificata e di pregio"

Sul piatto 5,4 milioni. L'assessore Morroni: “Con queste risorse verranno impiantati oltre 400 ettari di tartufaie"

Quasi cinque milioni e mezzo di euro per creare la filiera corta del tartufo made in Umbria. L’assessore regionale all’Agricoltura, Roberto Morroni, annuncia che “È stato attivato il bando della Regione Umbria per la creazione e lo sviluppo della filiera corta nel settore del tartufo: un ulteriore tassello della strategia regionale mirata al sostegno e all’incentivo dell’aggregazione tra imprese affinché esse, facendo rete e forti dell’elevata qualità dei prodotti, si rafforzino sui mercati nazionali e internazionali”. Il bando, che verrà pubblicato mercoledì 17 sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria, "segna l’avvio del percorso per la costituzione e la realizzazione di un progetto di filiera incentrato sulla tartuficoltura".

La Regione spiega che "vengono messi a disposizione delle imprese agricole e agroindustriali 5,4 milioni di euro, di cui 4,4 destinati alle prime e un milione destinato alle seconde che operano nella trasformazione e commercializzazione, a valere sulle risorse del Programma di sviluppo rurale".

"Con queste risorse verranno impiantati oltre 400 ettari di tartufaie coltivate per la produzione di “Tuber melanosporum”, il Tartufo nero - sottolinea l’assessore -  e di tartufi delle altre specie coltivabili, adottando  moderni protocolli agronomici di coltivazione e di assistenza durante tutto il ciclo biologico delle colture e definendo specifici protocolli per la certificazione dei prodotti della filiera e per la tracciabilità delle produzioni, così da ottenere tartufi di genetica e qualità certificata, dotati di caratteristiche merceologiche di pregio”. L’Umbria, prosegue, "svolge un ruolo di primissimo piano a livello nazionale ed estero nel settore, dove è leader per la produzione e la lavorazione del tartufo – rileva Morroni – Un settore che assume grande importanza anche quale traino per la valorizzazione e la promozione turistica di tutta la regione".

E ancora: "Grandi le opportunità che si prospettano per il prodotto umbro – aggiunge l’assessore - con un mercato del tartufo fresco, refrigerato e trasformato, che mostra un trend di crescita che si prevede costante nei prossimi decenni sia per l’aumentata domanda nelle aree tradizionali, Stati Uniti e Unione europea, sia per l’apertura di nuovi mercati, quali l’Estremo Oriente. Al tempo stesso, il prodotto nazionale non riesce a coprire il fabbisogno delle aziende di commercializzazione e trasformazione e della ristorazione: il deficit di produzione è più significativo nella gamma del prodotto di qualità elevata. La tartuficoltura può, quindi, rivestire un ruolo determinante per rispondere alle richieste del mercato. La tartuficoltura – precisa ancora Morroni - è relativamente poco diffusa in Umbria, nonostante rappresenti un’attività agricola economicamente rilevante soprattutto nelle zone collinari e montane. La sua diffusione favorirebbe così il rilancio socio-economico delle aree interne svantaggiate, come le aree terremotate, e garantirebbe, inoltre, di diversificare le produzioni delle aziende agricole e di arricchire l’offerta di agriturismi e turismo rurale in genere".

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