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Caso Rocchetta, il ribaltone è servito: ora il Tar conferma la regolarità della proroga della concessione

A meno di 72 ore dal verdetto (non una sentenza) del magistrato sugli usi civici a Roma che ha sequestrato i terreni dove si trovano i pozzi. Cambia tutto

Ribaltone Rocchetta. A meno di 72 ore dal verdetto (non una sentenza) del magistrato sugli usi civici a Roma che ha sequestrato i terreni dove si trovano i pozzi della società che opera nel campo delle acque minerale, arriva la sentenza più attesa: quella del Tar che si doveva pronunciare sul ricorso della Comunanza Agraria di Gualdo Tadino. Il ricorso è stato considerato non ammissibile e quindi la Rocchetta potrà continuare ad usufruire dell'acqua gualdese - che già paga come concessione alla Regione - per i propri prodotti. In ballo ci sono 25 anni di attingimenti.

Le motivazione non sono state rese note. Soddisfatto il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti che con la Rocchetta condivide un progetto di investimento che porterà nuovo lavoro e soprattutto una importante riqualificazione ambientale. Il primo cittadino dopo il sequestro aveva ribadito che non si sarebbe dimesso - richiesta fatta dal Movimento 5 Stelle - e che stava valutando la richiesta di tutti gli investimenti intrapresi per la montagna, dal 1976 ad oggi, nel periodo che la Comunanza non era operativa e il personale era passato direttamente in mano del Comune. Si stima un giro di spese da 8milioni di euro. La decisione del Tar di fatto permette alla Rocchetta di accontonare l'ipotesi delocalizzazione in altri comuni.


 

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