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Per la Tagina si sacrificano sempre e solo gli operai: la Regione e il Ministero tacciono, incubo licenziamenti

Ecco perchè, tra errori passati e silenzi burocratici, si rischia grosso nel giro di poche settimane. Scatta la mobilitazione nazionale. I dipendenti accettano altri sacrifici, ma sono gli unici a farli... e sono sempre più poveri

Si sta facendo di tutto, sul fronte dei dipendenti e degli operai, per mantenere in vita la Tagina - la più grande azienda del territorio gualdese e una delle più grandi in provincia con 150 lavoratori - che ceduta dalla vecchia società ad un nuovo gruppo, ma a condizione fondamentale che ci fosse un periodo di cassa integrazione. Il tutto per far procedere con calma il rilancio ed evitare licenziamenti. Ma la cassa integrazione non è arrivata: dal Ministero del Lavoro fanno sapere che bisogna trovare la giusta procedura dopo una richiesta non con tutte le carte in regola. E' quello che emerso dall'incontro tra la Lega Umbria e il Mise. Ci vorrà tempo? Dicono di sì.

Ma il malessere, come giusto che sia, sta crescendo perchè solo le maestranze stanno facendo sacrifici. Infatti, come spiegato dai sindacati,  in mancanza di una risposta che tarda ad arrivare "dal Ministero del lavoro e dello Sviluppo economico vista la scadenza (il 03 agosto 2018) della cassa integrazione ordinaria, per mantenere i lavoratori in forza ed evitare il licenziamento in massa della maggioranza delle maestranze, abbiamo con sacrificio, sottoscritto un accordo con l’azienda che prevede la copertura del mese di agosto con ferie e R.O.L. fino a capienza e, per i giorni restanti, con permessi giustificati ma non retribuiti".

L'ennesimo sacrificio economico mettera? nuovamente a dura prova i lavoratori e le loro famiglie che ormai da tempo stanno soffrendo. Da qui il rilancio dello stato di agitazione degli uomini e delle donne della Tagina pronti a manifestare e altri gesti eclattanti anche a Roma. Prima tappa la richiesta di un incontro con il Prefetto che, già la scorsa settimana, ha scritto al Ministero del Lavoro chiedendo di fare tutto il possibile. Ci troviamo di fronte ad una crisia aziendale in una zona quale quella della fascia appenninica, colpita pesantemente dalla crisi, che non puoò permettersi una perdita di posti di lavoro di questa entita'. Già dal 2016 ad oggi sono stati mille i cittadini che se ne sono andati a cercare lavoro fuori portanto Gualdo sotto i 15 abitanti, cosa che non accadeva dai primi anni '90.

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