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Superbonus 110%, i geometri umbri: "Prorogare il decreto per non vanificarlo"

“Il 90% degli edifici può usufruirne e migliaia le domande in elaborazione, ma non ci sono i tempi”. Appello a tutti i soggetti coinvolti per sollecitare il Parlamento e chiedergli di intervenire

“In Umbria sono state già avanzate centinaia di richieste per accedere al Superbonus 110%, migliaia sono quelle attualmente in elaborazione e circa il 90 per cento degli edifici esistenti ha le caratteristiche per usufruire delle detrazioni fiscali previste. Questi numeri ci dicono che c’è un’enorme necessità di efficientare, ristrutturare e migliorare, anche dal punto di vista sismico, il patrimonio immobiliare regionale, ma anche che il lavoro da fare è vastissimo e rischia seriamente, perciò, di non essere portato a compimento entro i termini stabiliti dal Decreto rilancio. Non vorremmo che questa grande opportunità per il Paese vada sprecata”.

Con queste motivazioni, i presidenti dei Collegi dei geometri di Perugia e Terni, Enzo Tonzani e Alberto Diomedi, hanno lanciato un appello alle istituzioni locali, alle imprese del settore edile, alle banche, alle associazioni di categoria e agli ordini e collegi professionali dell’area tecnica e di quella fiscale per chiedere tutti insieme al Parlamento di prorogare la scadenza (ora prevista per il 31 dicembre 2022) per usufruire delle agevolazioni già programmate e dei fondi già stanziati dal Decreto rilancio.
 

“Il provvedimento – spiegano i due presidenti – è assolutamente apprezzabile nelle intenzioni, ma tempistiche e scadenze rischiano di renderlo vano. Le procedure sono complicate, devono passare attraverso enti che scontano ritardi strutturali e organizzativi, a cui si aggiungono le complicazioni legate alla pandemia: l’esempio più eclatante è relativo all’inconciliabilità tra gli archivi cartacei dei Comuni e il lavoro da casa dei dipendenti comunali. Altro aspetto cruciale è quello dell’interpretazione delle norme regionali che variano non solo da Comune a Comune, ma addirittura da ufficio a ufficio, come a volte è capitato in alcuni grandi Comuni umbri: in questo caso i professionisti hanno un ineludibile bisogno di confrontarsi con i tecnici comunali, ma lo smart working limita fortemente questa possibilità. La conseguenza è che i tempi per avere la documentazione tecnica necessaria o per redigere le pratiche si allungano a dismisura. Sull’altro fronte, dobbiamo poi registrare scarsità di manodopera specializzata e di imprese edili a fronte di un’elevatissima richiesta. Negli ultimi anni il comparto edile si è, infatti, molto assottigliato, a causa della crisi che lo ha investito, e oggi non riesce a far fronte alla grande mole di lavori che il Superbonus sta stimolando. Il legislatore, evidentemente, nel redigere la norma non si è reso conto di questi problemi, molti dei quali però sono atavici del Paese, e dei tempi necessari per ottenere i risultati desiderati”. “In questo contesto – hanno quindi concluso Tonzani e Diomedi –, questa norma ha bisogno di almeno cinque o sei anni di tempo, se non addirittura dieci, per raggiungere gli obiettivi che ci si era prefissati. È impensabile attendere la fine di ogni anno e sperare in una nuova proroga di soli 365 giorni. Noi lo diciamo già da oggi: c’è bisogno di tempo e di programmazione per far entrare a pieno regime ‘la macchina’ del Superbonus”.
 

Nel frattempo, per cercare di facilitare e accelerare le operazioni, i geometri umbri stanno avanzando la proposta di un tavolo di confronto con l’Agenzia delle entrate in cui coinvolgere l’intera Rete delle professioni tecniche dell’Umbria, gli ordini dei commercialisti e dei notai. “I professionisti – ha spiegato Sauro Giammarioli della commissione ‘Agenzia delle entrate’ del Collegio dei geometri di Perugia – si trovano ogni giorno ad affrontare casistiche che spesso non sono neanche previste dalle norme, con la conseguenza che si rivolgono all’Agenzia delle entrate per avere risposte. Ciò provoca un ingorgo di domande e ulteriore allungamento dei tempi. Tramite questo tavolo, vogliamo invece raccogliere tutte queste casistiche, dare loro risposte univoche e pubblicarle come delle Faq (frequently asked questions)”.

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