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Siccità, gli agricoltori vogliono lo stato di calamità: vino e olio a rischio

Coldiretti, dopo le aperture del Governo Monti alle regioni in difficoltà, si appella all'assessore Cecchini per chiedere gli aiuti di Stato. Ecco quali settori in sofferenza

 

Le due prelibatezze umbre che tutto il mondo ci invidia - vino e olio - sono fortemente a rischio a causa della siccità e delle lunghe settimane con il solleone. Persino nelle stalle degli allevamenti gli effetti si fanno sentire: la produzione di latte è in forte calo per via dello stress subito dai capi di bestiamo che soffronto le alte temperature. Una situazione difficile che, secondo Coldiretti, inserirebbe l'agricoltura umbra nella lista delle regioni che hanno bisogno di aiuti del Governo tramite la formula dello stato di calamità. Aiuti promessi dal Governo Monti.   
 
"Sulla base di un primo monitoraggio a livello regionale, il persistente caldo e la prolungata siccità legata all’arrivo di ripetute ondate di calore, stanno compromettendo i futuri raccolti, non solo delle colture annuali, girasole, mais, fieno, tabacco, ma anche, addirittura, delle colture pluriennali quali, vite e olivo": ha spiegato il direttore di Coldiretti Umbria, Alberto Bertinelli, che nei prossimi giorni aprirà un confronto con l'assessore regionale Cecchini con lo scopo di poter inviare al Governo la richiesta "di stato di calamità" che permetterebbe agli agricoltori di casa nostra di ottenere dei risarcimenti per chiudere i buchi dei mancati guadagni dele loro aziende.
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