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Nuovi dubbi sul futuro dei lavoratori della Perugina. La voce: "Riorganizzazione in corsa..."

I dati, seppur incoraggianti e con il segno più, non sono sufficienti per  un aumento di produzione che era stato auspicato per cancellare lo spauracchio degli esuberi

Riorganizzazione in corsa. E' questa la parola d'ordine che girerebbe negli uffici di potere della Nestlè a riguardo dello stabilimento della Perugina a San Sisto. Qualcosa più di una voce dato che in parte è stata confermata nell'ultimo incontro (tra azienda e sindacati) sul bilancio del progetto di rilancio dei prodotti della Perugina in Italia e nel resto del Mondo. Nonostante il progetto sia solo a metà dell'opera i dati, seppur incoraggianti e con il segno più, non sono sufficienti per  un aumento di produzione che era stato auspicato per cancellare il vero e proprio incubo che aleggia sullo stabilimento di San Sisto: 250 esuberi. 

Ma cosa vorrebbe dire la "riorganizzazione in corsa"? I vertici aziendali non parlano. Ma negli ambienti di operai e amministrativi della Perugina in molti paventano una doppia strategia: nuovi contratti a ribasso e con meno ore di lavoro e trasferimento verso altri  marchi, sempre del gruppo Nestlè Italia, di una parte del personale. Il tutto per contenere al minimo le persone che rischiano di essere tagliate a causa della produzione a rilento. 

Per adesso questi scenari sono solo delle voci. Non c'è ufficialità. Ma il momento della verità sembra essere molto vicino dato che le Rsu e l'azienda si incontreranno per fare il punto della situazione il sei giugno prossimo nella sede di Confindustria Umbria. Da mercoledì prossimo invece le assemblee con i lavoratori. 

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