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Giovedì, 11 Agosto 2022
Economia Gubbio

L'UMBRIA PADRONA Colpo grosso del colosso Colacem acquistato il cementificio di Spoleto: la mappa dell'impero con sede a Gubbio

I vertici dell'azienda sono convinti che a breve il settore dell'edilizia e quello degli appalti pubblici riprenderà il via dopo anni di crisi. Da qui l'acquisto della struttura spoletina dove in molti rischiavano il posto

Colpo grosso, ma non a sorpresa, del colosso eugubino Colacem che ieri ha acquisito da Cemitaly lo stabilimento per la produzione di cemento di Spoleto (PG). Gli Amministratori di Colacem sono stati i protagonisti di una operazione economica che permetterà all’azienda umbra di rafforzare la propria posizione sul mercato italiano.  “Siamo fiduciosi che il settore del cemento avrà un ruolo rilevante nel prossimo futuro. Nel nostro Paese c’è bisogno di maggiori investimenti pubblici e privati per edifici e infrastrutture sempre più sicure, efficienti, innovative e sostenibili – hanno dichiarano dai vertici Colacem -. Il nostro Gruppo proseguirà nella propria politica industriale seria ed equilibrata, con l’obiettivo di tornare a crescere in un settore, quello delle costruzioni, in crisi da troppi anni”.

L'IMPERO COLACEM DA GUBBIO AD HAITI
Colacem  è una realtà industriale attiva nella produzione di cemento dal 1966 che fa capo al Gruppo Financo, di oltre 2.000 dipendenti, holding interamente detenuta dalle famiglie Colaiacovo, con sede a Gubbio (PG). La società è presente in Italia, dopo le recentissime acquisizioni, con nove stabilimenti a ciclo completo, Caravate (VA), Rassina (AR), Gubbio (PG), Spoleto (PG), Sesto Campano (IS), Galatina (LE), Maddaloni (CE) Ragusa e Modica (RG), due impianti per la produzione di predosati, Salone di Roma e Caravate; un centro di distribuzione, Lauriano (TO); quattro terminal portuali, Savona, Mestre (VE), Livorno, Ravenna e vari depositi.

All’estero il Gruppo opera con gli stabilimenti di Tunisi (Tunisia), Sabana Grande de Palenque (Repubblica Dominicana), Balldre (Albania), Port au Prince (Haiti), insieme ai terminal portuali di Alicante e Cartagena (Spagna), Kingston (Giamaica).

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