Speciale EUmbria - Cresce l’attenzione all’ambiente nelle imprese umbre: boom di bio e made in Umbria

Questi dati portano l’Umbria ad occupare il settimo posto nella graduatoria delle regioni italiane. Un numero di imprese peraltro in aumento

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni – Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea".

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In Umbria, secondo i dati della Camera di commercio di Perugia aggiornati al 30 settembre dello scorso anno, risultavano attive oltre 1.400 imprese certificate bio; questo significa che ogni 10 mila aziende 151 sono quelle biologiche. Questi dati portano l’Umbria ad occupare il settimo posto nella graduatoria delle regioni italiane. Un numero di imprese peraltro in aumento: «Nei primi nove mesi del 2018 – spiegano dalla Camera di commercio – l’offerta di produzioni biologiche made in Italy e made in Umbria si è ulteriormente arricchita grazie all’aumento degli operatori che possono fregiarsi del bollino verde bio». La stragrande maggioranza sono concentrate nella provincia di Perugia (80%, 1.168 in termini assoluti), dove sono 160 ogni 10 mila imprese, che vale il 32° posto tra le 105 province italiane (117 ogni 10 mila l’incidenza in quella di Terni).

In Umbria e in provincia di Perugia – spiega la Camera di commercio – la maggioranza delle imprese bio opera in agricoltura (oltre l’80%). Questa crescente attenzione per l’ambiente rispecchia una tendenza positiva che coinvolge tutta l’Unione europea, dove infatti sono più di 270000 gli agricoltori che hanno scelto l'agricoltura biologica in risposta ad una domanda crescente da parte dei consumatori. L'agricoltura biologica ha registrato una forte crescita in tutta l'UE: il numero di aziende agricole "bio" è aumentato quasi del
50% tra il 2003 e il 2015 e la superficie totale coltivata con metodo biologico è più che raddoppiata nel periodo in questione. L'agricoltura biologica esclude qualsiasi organismo geneticamente modificato (OGM), è attenta al benessere degli animali, rispetta la biodiversità e fa ricorso a metodi di produzione quanto più naturali possibile, senza fertilizzanti né pesticidi chimici.

L'Europa sostiene la scelta di passare al biologico, ad esempio introducendo un logo europeo che consente al consumatore di riconoscere rapidamente e facilmente i prodotti biologici. Questo logo garantisce che tutti i soggetti della filiera biologica abbiano rispettato le norme rigorose stabilite dall'UE. Inoltre gli agricoltori biologici ricevono dall'Unione aiuti annui per ettaro per mantenere l'agricoltura biologica o per passare a questo tipo di agricoltura, nonché pagamenti "verdi" a remunerazione delle loro pratiche a favore dell'ambiente.

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Infine, l'Unione sostiene finanziariamente la ricerca e l'innovazione nel settore dell'agricoltura biologica per mettere a punto e diffondere soluzioni che permettano di migliorare le prestazioni di queste aziende. L'Unione contribuisce anche al finanziamento di campagne di promozione dell'agricoltura biologica presso i consumatori. Per approfondimenti si consiglia la consultazione del sito: https://what-europe-does-for-me.eu/it/portal/2/B06

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