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Economia

Umbria, scatta lo sciopero del trasporto pubblico

Lo sciopero di 24 ore è indetto da Filt Cgil e Faisa Cisal Umbria

Trasporto pubblico locale in Umbria, venerdì 26 settembre scatta lo sciopero di 24 ore. Lo stop è indetto da Filt Cgil e Faisa Cisal Umbria "contro il taglio da 13 milioni di euro deciso dalla giunta regionale e lo spezzettamento di in 4 lotti del trasporto su gomma, che rappresenta un salto indietro di oltre 10 anni per la nostra regione". Lo sciopero, che sarà di 24 ore, prosegue la nota, "nel rispetto delle fasce orarie protette, sarà accompagnato da un presidio organizzato da sindacati e lavoratori in piazza Italia a Perugia, sotto la sede della giunta regionale, con inizio alle ore 9.30". 

"Le scelte dell’assessore Melasecche, completamente sordo alle giuste rivendicazioni che arrivano da tanta parte dei lavoratori del Tpl in Umbria - affermano Ciro Zeno (Filt Cgil) e Christian Di Girolamo (Faisa Cisal) - rischiano di produrre danni enormi al futuro del trasporto pubblico nella nostra regione. Lo spezzettamento in 4 ciò che oggi fa un vettore unico, peraltro un’azienda a capitale pubblico, con tutte le garanzie connesse, e un taglio pazzesco di 13 milioni di euro rispetto agli attuali 63 non potranno non avere infatti pesanti ripercussioni su posti di lavoro, stipendi, taglio dei chilometri, qualità del trasporto e garanzia dei servizi essenziali".  

A questo, proseguono i sindacati, "si aggiungono le preoccupazioni del sindacato per i lavoratori di Savit (manutenzione) e per quelli della navigazione sul lago Trasimeno, che al momento sembrano totalmente dimenticati dalla Regione". 

"Quella di fare sciopero non è mai una scelta a cuor leggero - concludono i sindacati - perché scioperare crea un danno economico alle lavoratrici e ai lavoratori che rinunciano a un giorno di stipendio e crea disagio alla cittadinanza per l’interruzione del servizio. Tuttavia, questo è lo strumento che lavoratrici e lavoratori hanno per far sentire la propria voce e ribadire la propria contrarietà alle scelte prese nelle stanze dell’assessorato, scelte che anziché investire con forza nella direzione del trasporto pubblico, come chiede l’Europa in un’ottica di sostenibilità economica ed ambientale, vanno nella direzione opposta, la direzioni dei tagli e della frammentazione". 

Lo sciopero di venerdì 16 settembre in Umbria, concludono i sindacati, "coinciderà, tra l’altro, con lo sciopero proclamato oggi a livello nazionale da tutte le sigle sindacali di settore, in considerazione delle violente e reiterate aggressioni a conducenti, controllori, capi stazione, addetti a traghetti e vaporetti, registrate su tutto il territorio nazionale negli ultimi mesi". 

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