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Bar, ristoranti, pizzerie e locali accenderanno per protesta l'insegna: "Forse è l'ultima volta, ci hanno abbandonato"

Molte le adesioni anche a Perugia e in Umbria per stasera. Il 29 protesta davanti ai propri municipi

Alle 21 di questa sera in tutta l'Umbria molti ristoranti, bar, pizzerie, pasticcerie e pub accenderanno la propria insegna e le luci interne in segno di protesta contro un Governo che, a loro dire, non li ha mai ascoltati su tasse, sostegno economico e riaperture per avviare una seconda fase dopo l'emergenza coronavirus. Accenderanno le luci e per molti potrebbe anche essere l'ultima volta. “In sintesi ci stanno chiedendo di aprire con gli stessi costi, se non più di prima della emergenza epidemiologica, con una previsione di incassi nella migliore delle ipotesi pari al 30% sull’anno precedente” affermano all'unisono i proprietari umbri che hanno aderito alla protesta nazionale Risorgiamo Italia organizzata dai movimenti di imprenditori del mondo HO.RE.CA e dei Locali di Pubblico Spettacolo uniti per la prima volta nella storia del settore.

Il giorno dopo andranno sotto i municipi a consegnare le chiavi dei propri locali.  I portavoce della protesta hanno spiegato che "al ristorante, in un locale notturno, al bar si va sicuramente per mangiare o per bere qualcosa di buono ma soprattutto per vivere un’esperienza di socialità, di convivialità che con le misure previste dal governo andranno perse del tutto. Siamo piccoli imprenditori, e le nostre attività, spesso familiari, sono state tramandate di generazione in generazione con enormi sacrifici. Lavoriamo 7 giorni su 7 insieme ai nostri dipendenti, con i quali abbiamo un rapporto che va oltre il professionale”. E ancora: “Sia chiaro che non cerchiamo assistenzialismo: le misure previste per l’eventuale riapertura di maggio, se non collegate a tutele economiche, quali cassa integrazione fino a Dicembre 2020 e moratoria sugli affitti e sulle utenze, ci costringeranno a licenziare, se non a chiudere del tutto, le nostre attività. Come possiamo mantenere gli stessi costi di una situazione di normalità sapendo che i nostri locali saranno a produttivi al massimo al 30%?”.

Il movimento sta studiando un protocollo Haccp da proporre al Presidente Conte e chiede che nella task force dell’emergenza governativa ci sia una delegazione del Movimento per illustrare le reali necessità e incongruenze che ci sono nei decreti attuali. Chi meglio di chi fa questo lavoro può rappresentare istanze e necessità di un settore? “Ristoranti, bar, pizzerie, locali da ballo ed il settore del turismo sono le attività che mandano avanti il nostro Paese e in questo momento, ahimè, le più penalizzate. Se lo Stato non interviene immediatamente, con gli adeguati strumenti rischiamo di perdere il patrimonio economico più importante del nostro Paese".
 

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