Umbria ad un bivio: c'è un "buco nero" che mette a rischio il rilancio dopo 10 anni di crisi

I dati di Mediacom sul futuro della nostra regione alle prese con sempre meno giovani...

C'è un buco nero che incombe sul futuro dell'Umbria. Non è di natura economica relativa alle nostre istituzioni (comuni e Regione). Non c'entra nulla l'astrofisica. Purtroppo è la conseguenza drammatica della natalità quasi zero e dall'invecchiamento della popolazione regionale. Aver sottovalutato la crisi economica umbra e non aver puntato (Governo e Regione) per ragioni idelogiche sulla famiglia (o famiglie) con un sostegno economico alle giovani coppie con figli sta facendo salire sempre di più il conto: il buco che incombe sull'Umbria è quello generazionale.

L'agenzia Mediacom di Giuseppe Castellini ha messo in fila i numeri ed il risultato non è confortante: nell'ultimo decennio il numero dei giovani 25-40 è crollato da 198mila 640 a 155mila 143, con un calo di 43mila 497 giovani. Quindi è sparito oltre un quinto dei propri giovani e marcando l’ottavo peggior risultato d’Italia. Sempre tra il 2009 e il 2019 la quota dei giovani 25-40 sul totale della popolazione precipita dal 22,2% del 2009 al 17,6% del 2019, ben sotto la soglia ‘critica’ del 20%, che invece ad inizio decennio era superata. Il buco è alimentato anche dalla fuga dei giovani dall'Umbria: non trovando lavoro sono costretti ad emigrare all'estero o nelle regioni del nord. Oltre 5mila nel giro di pochi anni. In più l'Umbria non attrae più come in passato i giovani del centro-sud.

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"Incide anche la forte flessione (circa un terzo) degli iscritti all’Università di Perugia, concentrata proprio in questo decennio - hanno analizzato dall'agenzia Mediacom -  che ha ridotto il numero degli studenti che, una volta giunti a studiare in Umbria, poi vi si fermano". Il buco generazionale è pesantissimo perchè, secondo tutti gli analisti economici, sotto la soglia del 20 per cento dei giovani tra i 20-40 anni viene meno forza lavoro, idee, imprese e quindi è complicato progettare il futuro che necessità di un forte rilancio economico. Siamo dunque vicini ad un punto di non ritorno per l'Umbria: o si sostiene la famiglia (o famiglie) in nome della natalità e si creano nuovi presupposti per tornare ad essere terra di lavoro (e quindi attrattivi per giovani da altre regioni) oppure si rischia il collasso e interni piccoli e medi comuni destinati a scomparire. 
 

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