Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia

Gestione dei rifiuti a Perugia, la denuncia del sindacato: "Serve chiarezza"

La Uil: "Alcuni servizi svolti da personale di aziende diverse da Gesenu e con contratti di altri settori"

“Da un po’ di tempo, alcuni servizi che nel comune di Perugia venivano da sempre svolti direttamente da Gesenu Spa, come il trasporto dei rifiuti, una parte della raccolta dei rifiuti ospedalieri, il lavaggio dei cassonetti e la consegna e sostituzione di cassonetti e campane stradali, vedono oggi all’opera mezzi con loghi diversi da quello di Gesenu. Alla guida di quei mezzi, infatti, non vi è più il personale dipendente di Gesenu, ma quello di altre aziende con tutele contrattuali diverse. A questi lavoratori, pur lavorando nell’ambito della Gestione rifiuti, non viene riconosciuto il Ccnl del settore Ambiente ma quello del Trasporto merci. Noi definiamo tutto ciò dumping contrattuale”. È quanto denuncia la Uiltrasporti Umbria con il responsabile provinciale di Perugia IA Walter Bonomi e il segretario generale Stefano Cecchetti: “Ci sono voci di un possibile subappalto a terzi anche di parte del core-business come lo svuotamento delle campane stradali del vetro. Ufficialmente Gesenu non ci ha mai esposto la presunta volontà di procedere in tal senso, ma ormai ci ha abituati a informarci dopo, a cose avvenute, anche se esistono norme contrattuali che esigono un confronto con il sindacato”.

“Siamo nettamente contrari – dichiarano Bonomi e Cecchetti – alla destrutturazione del servizio di Raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti nel comune di Perugia. Un’attività gestita da Gesenu per conto di Gest Srl, oggetto di Contratto di servizio derivante da specifica gara effettuata a suo tempo dall’allora Ati2, e attualmente in essere tra Comune di Perugia e Gest. Contratto che scadrà naturalmente tra circa due anni. Siamo dell’avviso che l’amministrazione perugina, qualora ciò rispondesse al vero, non dovrebbe sottacere rispetto a un possibile impoverimento della società di cui detiene il 45 per cento, e che di fatto è dei cittadini di Perugia. Né il Comune di Perugia né tantomeno l’Auri possono farsi sentire solamente per aumentare le tariffe ai cittadini, cosa tutta da comprendere, oltretutto, in un contesto di bilancio societario con notevole utile”.

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