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Coronavirus e crisi, la Regione Umbria lancia la task force contro i licenziamenti

La Task force sarà composta da uffici regionali, Gepafin, Sviluppumbria e Arpal con il supporto di Anpal servizi

L'assessore allo sviluppo economico della Regione Umbria, Michele Fioroni, ha presentato ai sindacati la nuova task force per la gestione delle crisi d’impresa.

“Un progetto – spiega Fioroni - che segna un forte cambio con il passato e punta a implementare nuove modalità per identificare quelle situazioni che possono trasformarsi in future crisi d’impresa e per gestire in modo più rapido ed efficace le crisi già conclamate”.

La Task force sarà composta da uffici regionali, Gepafin, Sviluppumbria e Arpal con il supporto di Anpal servizi. Come sottolinea la Regione Umbria "saranno due le modalità che porteranno all’attivazione del gruppo di lavoro: in caso di crisi conclamata, con l’apertura dei tavoli nazionali e regionali; in presenza di una situazione identificata come rischiosa, che porterà all’apertura del tavolo regionale su richiesta diretta dell’imprenditore o su segnalazione delle organizzazioni sindacali e datoriali o delle istituzioni locali". 

Tra le novità c'è l'allarme preventivo, "che mira a prevenire l’emergere della crisi d’impresa al primo manifestarsi di difficoltà economico-finanziaria e prevede che un componente della task force, nel suo ordinario operato, rilevando dei fattori di rischio, informi l’impresa delle possibilità di richiedere di attivare l’intervento della stessa. Questa attività di “early warning” sarà di particolare importanza per impegnare risorse e tempo su quelle crisi che possono considerarsi reversibili e che non abbiano già superato la soglia del non ritorno dal punto di vista bancario", spiega l'assessore Fioroni.

E ancora: "Fra i diversi indicatori che saranno utilizzati per determinare la necessità di un intervento preventivo, particolarmente rilevanti saranno le informazioni raccolte da Arpal rispetto alle aziende che richiedono armonizzatori sociali e quelli elaborati con il software messo a disposizione della Regione da Gepafin che, attraverso l’accesso alla centrale rischi, permette di analizzare la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa".

“Fondamentale – ha sottolineato Fioroni - sarà quindi il ruolo e il coordinamento tra tutti i componenti della task force, non ultima Sviluppumbria Spa, che svolgerà uno specifico ruolo di scouting di potenziali investitori, mettendo anche a disposizione il suo accesso alle banche dati che ha in abbonamento. La task force verrà inoltre dotata di “una cassetta degli attrezzi” composta da un mix di interventi differenti, per cui la Regione metterà a disposizione importanti risorse e fondi per gestire in maniera efficace le crisi più complesse”.

Dopo l’incontro con i sindacati, il prossimo step prevede che il progetto sia oggetto di partecipazione con le varie associazioni di categoria. 

Per i sindacati l'inizio è buono: "Bene la strumentazione messa in campo, con una logica di prevenzione delle crisi e di tutela dell’occupazione - affermano i segretari dei tre sindacati umbri, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini - La task-force finalmente mette insieme le varie agenzie regionali e l’assessorato allo Sviluppo Economico. Abbiamo però ribadito all’assessore che è fondamentale affrontare le crisi prima che siano irreversibili e mettere gli ammortizzatori sociali al servizio di una nuova occupazione". E ancora: "Tutto ciò - continuano Sgalla, Manzotti e Bendini - anche in previsione di un anno molto difficile, a causa della pandemia e delle crisi industriali già in corso. Per questo abbiamo detto a Fioroni, che, a questo punto, serve una condivisione del principio 'no ai licenziamenti’ anche da parte delle associazioni datoriali umbre. Questo farà la differenza sull’efficacia dello strumento oggi discusso”. Conclusione dei sindacati: "Pensiamo che l’Umbria abbia bisogno di questo strumento - concludono i tre segretari umbri - che sarà realmente efficace solo se la ci sarà una chiara condivisione tra tutti i soggetti economici e sociali del principio che in Umbria non va perso nemmeno un altro posto di lavoro”.

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