Acqua e rifiuti, sì all'Auri: la Giunta sopprime i quattro ATI

La Giunta regionale ha adottato il disegno di legge che porterà alla soppressione dei quattro ATI e la creazione di un'unica autorità per la gestione di acqua e rifiuti

 La Giunta regionale umbra, su proposta dell’assessore all’ambiente, Silvano Rometti, ha adottato il disegno di legge “Norme di organizzazione territoriale del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti e soppressione degli Ambiti territoriali integrati”, che  di fatto porterà alla soppressione dei quattro  ATI attuali e al conferimento delle funzioni in materia di risorse idriche e rifiuti ad un unico soggetto, Autorità Umbra per i Rifiuti e le Risorse idriche (AURI), cui parteciperanno i Comuni della Regione.

Ridurre i costi. “La scelta della Giunta, che tiene conto anche dello spirito referendario di acqua come bene pubblico - ha riferito l’assessore Rometti- va nella direzione della semplificazione e riorganizzazione, con l’intento di ridurre i costi di funzionamento a vantaggio del contenimento delle tariffe. Di conseguenza, è prevista la costituzione di un’unica struttura regionale in modo da avere maggiori economie di scala e rendere omogenee le tariffe e l’efficienza del servizio.

E’ evidente – ha sottolineato Rometti - che questa scelta ha anche l’obiettivo di agevolare il percorso necessario per arrivare verso gestioni uniche per acqua e rifiuti. Il tutto va ad inquadrarsi perfettamente con l’azione riformatrice che la Giunta regionale sta portando avanti nei vari settori dell’amministrazione pubblica”.

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L’importanza dei Comuni. L'AURI prevede un’assemblea, composta dai sindaci di tutti i Comuni umbri o da loro delegati, che eleggerà il Consiglio direttivo, composto esclusivamente da sindaci e il presidente. Il Consiglio direttivo provvede alla predisposizione e alla proposta degli atti fondamentali da sottoporre all’Assemblea. L’AURI avrà un proprio statuto e un regolamento di organizzazione, lo Statuto può prevedere un numero massimo di componenti del Consiglio direttivo, dove sarà garantita la presenza dei Comuni di Perugia e Terni accanto a Comuni più piccoli e deve prevedere forme di consultazione con la Consulta per il servizio idrico e di gestione dei rifiuti.


 

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