Economia

Regione vara un regolamento anti-burocrazia per favorire impianti: ecco cosa cambia. Terreni agricoli? Ridotta la quota di solare a terra

Assessore Roberto Morroni: "Con il nuovo regolamento l’Umbria si vuole ritagliare sempre più un ruolo da protagonista in tema di rinnovabili, con un’azione rivolta alla transizione ecologica e allo sviluppo sostenibile"

Corre la Regione dell'Umbria sul versante dell'energia, tema fondamentale per il Paese e per la sua economia, dopo essere stata scelta dal Governo come Regione dove finanziare una centrale ad idrogeno. Ora sul fronte dell'energia rinnovabile - senza distinzioni - arriva un regolamento snello, preciso e che vuole incrementare la produzione tutelando però il territorio, in particolare quello potenziale agricolo. In particolare si mettono paletti sul fotovoltaico a terra, mentre si spinge verso le zone industriali e in particolare quelle dismesse o abbandonate.   “Si preserva così il suolo agricolo – evidenzia il vicepresidente Morroni - mantenendo la sua destinazione naturale. Con il nuovo regolamento l’Umbria si vuole ritagliare sempre più un ruolo da protagonista in tema di rinnovabili, con un’azione rivolta alla transizione ecologica e allo sviluppo sostenibile, e attenta a salvaguardare l’immagine e la bellezza di una regione da tutti conosciuta come ‘cuore verde’ d’Italia”.

Vengono individuate tre fattispecie e, quindi, tre diversi limiti percentuali di occupazione del suolo. Si porta al 5% (attualmente è il 10%) la potenzialità fotovoltaica dell’appezzamento, cioè il limite massimo di superficie occupabile dagli impianti fotovoltaici su aree agricole, specificando che si applica al caso di installazioni che non consentono il contestuale effettivo sfruttamento agricolo o pastorale, mentre si stabilisce che nel caso di agrivoltaico, la potenzialità fotovoltaica è pari al 20%. Nel caso, invece, di associazioni dedicate all’autoconsumo collettivo o alla realizzazione di Comunità energetiche rinnovabili, si autorizza l’occupazione dell’intera superficie agricola.

All’articolo 5 del nuovo regolamento, in analogia con la disciplina per le aree agricole, vengono inserite soglie per lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili nelle zone industriali. Si prevede che la potenzialità fotovoltaica, intesa quale superficie massima del comparto industriale utilizzabile per l’ubicazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra, è pari al 50% della superficie residua libera del comparto, valore incrementato al 70% nell’eventualità in cui le superfici del comparto già occupate da strutture industriali siano tutte dotate di coperture fotovoltaiche.

Il limite non si applica, tuttavia, per le aree industriali dismesse, in quanto l’installazione di impianti non comporta nuovo consumo di suolo e si configura quale migliorativo per l’assetto dei luoghi. È, inoltre, permessa l’occupazione dell’intera superficie in presenza di associazioni volte all’autoconsumo collettivo o alla realizzazione di Comunità energetiche rinnovabili.

Il documento individua, fra l’altro, una procedura autorizzativa semplificata per gli impianti. “Vengono chiariti puntualmente alcuni aspetti che non erano stati affrontati e che si sono dimostrati quali ‘colli di bottiglia’ nel procedimento amministrativo – puntualizza ancora Morroni - allo scopo di accelerare l’iter delle autorizzazioni e snellire le procedure per l’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Il nuovo regolamento allinea la disciplina regionale alle numerose modifiche normative intercorse, europee e nazionali; l’adozione definitiva da parte della Giunta regionale giunge al termine di un percorso avviato nel novembre 2021 con la preadozione della proposta, che ha ottenuto il parere favorevole del Comitato delle Autonomie locali

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