Tutti i redditi degli umbri comune per comune: poche le aree che rialzano la testa, grande povertà sotto l'Appennino

E' il comune di Gualdo quello che ha perso più lavoro e stipendi dal 2008, la data che segna l'inizio della crisi economica nazionale


L’Umbria, nel 2017, è ancora sotto del 4,4% rispetto ai valori pre-crisi dei redditi. I dati sono stati eleborati dall'agenzia Mediacome043. Per riagganciare il tenore di vita ai livelli del 2008, dunque, è necessario mettere insieme ancora 557 milioni di euro. Nel 2017, i contribuenti umbri hanno dichiarato 12,141 miliardi di euro (in termini reali, ossia tenendo conto del 9,5% di inflazione intercorsa nel periodo, nel 2009 eravamo a 13,28 miliardi). La media italiana è decisamente migliore. ma qualcosa si sta muovendo anche in Umbria: nella dichiarazione presentata nel 2017, infatti, c’è un aumento in termini reali dello 0,9% sull’anno precedente (media nazionale, +1,3%).

Nel 2016, solo quattro Comuni umbri (su 92) avevano superato i livelli pre-crisi; nel 2017, siamo passati a 21. Il che significa che in 71 Comuni non siamo ancora ai livelli del 2008. Questa la ‘top ten’ dei Comuni umbri che, nel reddito complessivo Irpef dichiarato al fisco, hanno superato i livelli pre-recessione: Citerna (+6,5%), Sant’Anatolia di Narco (+6,1%), Corciano (+5,8%), Giano dell’Umbria (+4,6%), Attigliano (+3,8%), San Gemini (+3,5%), Penna in Teverina (+1,8%), Torgiano (+1,7%), Cannara (+1,5%), San Giustino (+1,4%). Seguono Assisi (+1,2%) e Città della Pieve (+0,6%).
Le maglie nere dei dieci comuni umbri che invece sono più distanti dal reddito complessivo che presentavano prima della recessione sono Preci, ultimo in graduatoria (-20,7%), Monteleone di Spoleto (-19,5%), Poggiodomo (-15,4%), Acquasparta (-13,8%), Polino (-13,7%), Parrano (-13,5%), Scheggia e Pascelupo (-13,3%, Nocera Umbra (-12,3%), Fossato di Vico (-12%) e Costacciaro (-11,9%).
Comuni con più di 10 mila abitanti: 6 su 18 hanno recuperato i livelli pre-recessione. Corciano (+5,8%), San Giustino (+1,4%) e Assisi (+1,2%). I peggiori? Gualdo Tadino (-8,3% rispetto al reddito complessivo pre-recessione), Narni (-8%) e Terni (-8%). Quindi Spoleto (-6,8%), Gubbio (-6,4%), Todi (-6,3%), Perugia (-5,7%). Foligno marca -3,9%, Marsciano -3,4%, Orvieto -3,1%. Quindi Città di Castello (2%) e Castiglione del Lago (1,9%).

Per l’ultimo anno fiscale, invece, sono 74 i Comuni in cui c’è stato un aumento rispetto ai 12 mesi precedenti. In cima, Monte Santa Maria Tiberina (5,4%) e Polino (+5,1%). Quindi Montecastrilli e Penna in Teverina (entrambe + 4,4%), a seguire Giano dell’Umbria e Attigliano (entrambe +4,1%). In coda i Comuni dell’area terremotata (Norcia, Preci a Cascia), preceduti da Arrone (-4,8%), Monteleone di Spoleto (-4,7%), Costacciaro (-4,1%), Montegabbione (-4%), Scheggia e Pascelupo (-3,8%), Scheggino (-2%). Per i Comuni con più di 10 mila abitanti, abbiamo Todi -0,7%. Magione +3,7% Bastia Umbra +2,7%, Umbertide +2,1%, Corciano +2,0% Assisi +1,8%.


 

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