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Poveri Rapporto Caritas: tanti "nonni" disperati, tra gli stranieri i giovanissimi sono senza futuro...

Tutti i numeri delle richieste e dei contributi erogati. I bisogni degli italiani e quelli degli stranieri. Bassetti: "non possiamo limitarci alla assistenza, alla cura, alla vicinanza degli ultimi, c'è urgenza di una attenzione autentica anche da parte della politica, ai problemi della povertà"

Ridotti alla fame e senza casa e senza lavoro. Costretti a chiedere aiuto alla Caitas perchè troppo spesso ignorati, anzi invisibili alle istituzioni. Anche nel 2016 sempre più persone, italiane e straniere, si sono rivolte alla Caritas per chiedere un aiuto materiale. Tanti volti e tante storie difficili: tanti italiani, tantissimi gli stranieri venuti in cerca di fortuna in Italia ma hanno trovato soltanto altra miseria. Mentre a non arrivare a fine mese tra gli umbri sono gli anziani over 70 che hanno bisogno di un sostegno alimentare e per le bollette anche perchè con 500 euro non ci si campa. 

I “volti incontrati” al CdA diocesano nel 2016, come evidenzia lo stesso titolo del Rapporto sulle Povertà, sono stati, per l’esattezza, 1.071 rispetto agli 835 dell’anno precedente e ai 777 del 2014, quindi, in costante crescita sia quelli italiani (dai 266 del 2014 ai 279 del 2016) che quelli stranieri (dai 424 del 2014 ai 747 del 2016). I primi dieci Paesi di provenienza dei cittadini esteri sono: Marocco, Ecuador, Nigeria, Albania, Camerun, Perù, Romania, Filippine, Ucraina e Costa d’Avorio. 

Gli utenti maschi nel 2016 sono stati 472 (145 gli italiani) e le femmine 599 (134 le italiane). Le classi di età con maggiori utenti italiani e stranieri, sia maschi che femmine, sono quelle dai 25 ai 64 anni e per i primi anche dai 65 ai 74 anni, mentre per i secondi dai 19 ai 24 anni. Questo testimonia che le persone più adulte, che si sono rivolte nel 2016 al CdA diocesano, sono quelle italiane, mentre le più giovani sono quelle straniere. 

Dato che è confermato anche dalla “condizione professionale” degli utenti: quella di “pensionato” è la seconda condizione per gli italiani dopo quella di “disoccupato in cerca di prima/nuova occupazione” (la prima in assoluto anche per gli stranieri). Per quanto riguarda il livello di istruzione degli utenti, prevalgono in modo netto quelli inferiori (licenza elementare e media). Tra i principali bisogni espressi dalle persone che si sono recate al CdA diocesano, oltre a quelli relativi al lavoro (47,0% italiani e 59,0% stranieri), ci sono i problemi economici (57,3% italiani e 54,4% stranieri), le problematiche abitative (23,7% italiani e 15,7% stranieri), i problemi familiari (9,3% italiani e 7,9% stranieri), le dipendenze (4,7% italiani e 0,1% stranieri), i problemi di salute (3,6% italiani e 0,1% stranieri) e di migrazione/immigrazione (0,4% italiani e 10,8 stranieri). 

Le voci più significative degli interventi della Caritas sono sono quelle dell’ascolto (47,0% italiani e 44,3% stranieri), dei sussidi economici per utenze domestiche, affitto e tasse (30,3% italiani e 24,8% stranieri), dei beni e servizi materiali attraverso gli Empori della Solidarietà e in piccola misura i servizi di mensa (12,9% italiani e 17,6% stranieri), della consulenza professionale (4,3% italiani e 6,8% stranieri) e della sanità (2,8% italiani e 3,6% stranieri).

Il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, neo presidente della Cei, nell’incoraggiare l’opera di ricerca di quest’Osservatorio, come evidenzia nella presentazione il direttore della Caritas diocesana, è sempre più convinto che «non possiamo limitarci alla assistenza, alla cura, alla vicinanza degli ultimi, c’è urgenza di una attenzione autentica anche da parte della politica, ai problemi della povertà».
 

ALLA RICERCA DEL LAVORO PERDUTO - La condizione occupazionale, anche se ha registrato nel 2016 rispetto al 2015 una sensibile diminuzione di “bisogno” da parte degli utenti del CdA diocesano (-14,0%), è chiaramente determinante per la formazione della povertà in termini reddituali, ampiamente diffusa presso le persone considerate in questo Rapporto, e da esse segnalata. Come il gruppo di lavoro dell’Osservatorio diocesano ha rilevato, sul fronte occupazionale risultano maggiormente colpiti gli stranieri, oggetto delle svariate forme di sottoinquadramento, sottoccupazione e precarietà, denunciate tra le molteplici tipologie di bisogni. In corrispondenza, si avverte il rilievo di un assetto efficiente dei servizi per l’impiego, in netto contrasto con lo stato di allarmante precarietà in cui attualmente essi versano.

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